30 novembre 2011

Zeus: ecco le sue origini e la rivincita su Urano


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Dopo aver avuto la meglio con il padre Urano, Crono prese in moglie la sorella Rea e con questa generò le più importanti divinità olimpiche, tra cui Zeus.
Crono però, feroce e determinato, desideroso di regnare a lungo sul mondo e consapevole del pericolo che ogni figlio poteva rappresentare in tal senso - vista la propria esperienza personale - era solito divorare ad uno ad uno i frutti dell'amore con Rea, una volta venuti alla luce.
Quando fu la volta di Zeus, Rea si consultò con i propri genitori sul da farsi e, sotto loro consiglio, nascose il neonato a Creta.

Fu così che a Crono, invece del pargolo appena nato, Rea porse una grossa pietra avvolta in fasce che il dio mandò giù in un sol morso senza sospettare dell'inganno.
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Nonostante questo caratteraccio però la leggenda lega a Crono uno dei periodi d'oro della storia del mondo. Divinità e uomini mortali, infatti, vivevano felici, con cibo a sufficienza per tutti ed in totale armonia. Elemento simbolo della festa della vita era il miele proveniente dalle querce, prelibatezza che veniva consumata tanto dagli uomini quanto dagli dei
Un giorno in cui Crono era ebbro di miele, Zeus, tornato forte e coraggioso, si presentò al cospetto del padre per chiedergli conto della sua sconsiderata condotta in qualità di genitore. Poi, prima di relegare il padre in esilio nell'Isola dei Beati, Zeus liberò dal ventre paterno i fratelli Sterope - il fulmine - Bronte - il tuono - Arge - il bagliore - e i tre Ciclopi, mostruosi giganti con un occhio solo.

(Foto di Syvwlch - Flickr - CC)

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