19 dicembre 2011

Aci e Galatea: l'amore l'impossibile tra la ninfa e il pastore



Niente lieto fine per questi due innamorati. 
Galatea, secondo quest'antica leggenda di origine greca, era una ninfa, dea del mare e appartenente alle Nereidi. Il suo nome si lega innanzitutto a quello del ciclope Polifemo, invaghito - ma non corrisposto - della fanciulla. 
Lei risiedeva sulla costa della Sicilia dove il ciclope era solito far pascolare il proprio gregge. 
A questo punto, sono tante le versioni raccontate ma la più accreditata sostiene che Galatea continuava a respingere le insistenti avances di Polifemo perchè innamorata del pastore Aci. Quest'ultimo ricambiava appieno il sentimento della giovane ma il destino non aveva in serbo per loro alcun esito felice.
Quando infatti, il ciclope Polifemo trovò i due teneri amanti abbracciati sulla spiaggia, si vendicò dell'antagonista, uccidendolo mentre fuggiva con una roccia tra le braccia. Galatea uscì disperata da questo tragico epilogo e dalla roccia del suo amato decise di fare sorgere una sorgente, rendendo Aci dio del corso d'acqua che ne sgorgava. 
A tutt'oggi, non sono pochi i comuni siciliani, soprattutto in prossimità delle pendici dell'Etna, a ricordare il pastore innamorato e sfortunato. Tra questi, si citano Aci Castello, Aci Trezza, Acireale.

(Foto di Dionetiam - Flickr - CC)
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