15 dicembre 2011

Ade: il signore dell'Oltretomba

Nel momento della spartizione del dominio del mondo, a Zeus toccò il cielo, a Poseidone il mare e ad Ade l'Oltretomba, mentre a tutti e tre i fratelli in egual misura spettava la custodia della Terra e dell'Olimpo. Ma è solo ad Ade che intendo dedicare la mia attenzione.
Divenuto signore di un regno che spesso veniva definito con il suo stesso nome, Ade, figlio di Crono e Rea, era noto presso i Romani con il nome di Plutone oppure di Orco
L'immaginario comune collocava l'Oltretomba nel sottosuolo o, secondo altre tradizioni, ad Occidente al di là del punto in cui il sole era solito tramontare ed annunciato da un vistoso portone di ingresso. Tuttavia gli accessi nel Regno dei morti potevano anche variare e trovare ubicazioni insolite ed inaspettate.
Quello che era certo era che la maggior parte degli esseri viventi che riusciva a farsi un varco per accedere nell'Oltretomba, non riusciva più ad uscirne, tranne qualche rarissima eccezione tra cui quella del cantore tracio Orfeo giunto fin lì nel temuto regno per recuperare la propria amata Euridice e lasciato poi fare ritorno tra gli esseri viventi per gentile concessione di Ade stranamente mosso a compassione per il triste destino toccato in sorte al fine musico. 

Ma la sua consueta linea di condotta prevedeva invece la più assoluta inflessibilità per cui tutto doveva svolgersi secondo le regole stabilite: Ermes conduceva le anime nell'Oltretomba, Caronte le traghettava sulle acque del fiume Stige e il rabbioso Cerbero, cane a tre teste posto a guardia dell'uscita, aveva il compito di divorare chiunque avesse tentato di scappare. 
Le anime poi, giunte all'interno dell'Oltretomba, si ritrovavano davanti uno scenario desolante, cupo e plumbeo ma - almeno nelle tradizioni riportate - non era affatto paragonabile all'idea di Inferno. Ogni anima, infatti, condivideva lo stesso destino con le altre ed Ade non appariva come giudice della loro condotta, nè gli si attribuivano qualità da giustiziere più o meno benevolo. Egli veniva considerato semplicemente freddo nell'animo, scostante.
La divisione delle anime in empi e giusti apparterrà invece a tradizioni future come all'Eneide di Virgilio in cui si troverà la distinzione tra Tartaro e Campi Elisi.
Sposato con Persefone, infine, Ade venne spesso raffigurato seduto su un trono di melograno - proprio per aver mangiato dei chicchi di questo frutto, Persefone venne vincolata per sempre al regno dei morti - accanto alla propria sposa, con il viso caratterizzato da tratti rigidi e con una capigliatura arruffata, come quella dei fratelli Zeus e Poseidone.


(Foto diGgideon_Wright - Flickr - CC)
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