10 dicembre 2011

Barocco: ecco la visione del mondo

Complici le scoperte scientifiche del periodo che di fatto smentiscono la secolare teoria geocentrica su cui l'uomo aveva costruito le proprie certezze e fondato i propri valori, con la nuova visione eliocentrica dell'universo, la Terra perde la posizione da primadonna del Creato e diventa un puntino come tanti in un universo incommensurabile.
E questo universo in cui abita l'uomo si svela come una realtà labirintica, infinita, confusa, precaria, in cui tutto il sistema di certezze precedenti va resettato e riformulato.

L'uomo barocco infatti viva la propria vita attanagliato da un senso cronico di paura e precarietà che si traduce con un disperato bisogno di ordine e sicurezza. In tale contesto, si assiste alla nascita del concetto di "devianza" e si dà il via alla persecuzione nei confronti di tutto ciò che è o appare diverso: i folli, le prostitute, le streghe, gli omosessuali, i vagabondi.
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Altra conseguenza di questa mutata visione generale del mondo e della vita è che l'uomo comincia a percepire in maniera del tutto nuova la concezione del tempo, sentendone il rapido trascorrere a causa del quale tutto il creato diventa avvolto da un alone di caducità irriducibile. 
In particolare, l'idea della caducità spesso in letteratura si traduce con una rivalutazione dell'esperienza concreta e sensoria, pur con la consapevolezza che oggetto di contemplazione saranno solo frammenti precari e caduchi facenti parte di una totalità infinita ed inconoscibile.
Da un punto di vista religioso, poi, la nuova concezione dell'universo e della esistenza umana si traduce con la presa di coscienza della piccolezza dell'uomo di fronte all'infinità dell'universo, la sua fallibilità e miseria, all'insegna di una rinnovata concezione della vita, votata prevalentemente al pessimismo.
(Foto di Gerlos - Flickr - CC)

2 commenti:

  1. "Senso cronico di paura e precarietà"... siamo tornati nel barocco e nessuno mi ha detto nulla? :D

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