1 dicembre 2011

Filologia: ecco le origini della disciplina e le tecniche utilizzate dagli specialisti


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Disciplina praticata già in Egitto presso la Scuola di Alessandria, la filologia - che letteralmente significa "amore della parola" - ha come obiettivo principale il recupero della corretta interpretazione dei testi letterari.
Spesso, infatti, i manoscritti pagavano il prezzo di secoli di trasmissioni arbitrarie ed improvvisate con la conseguente completa perdita di attendibilità e compito preciso della filologia era proprio quello di recuperare la versione originaria dei testi. La Bibbia, ad esempio, fu una delle prime opere a diventare oggetto di studio da parte dei filologi già durante l'XI secolo.
Ma è il XIV secolo e, più avanti, il XV secolo a consacrare la filologia a disciplina di uso comune in quanto essa, oltre a garantire la ricostruzione dei testi pervenuti corrotti o manipolati, aveva un ruolo fondamentale anche nella scoperta di opere fino a quel momento completamente ignote, permettendone anche l'esatta collocazione storica.
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In particolare, erano 3 le tecniche utilizzate dagli umanisti per recuperare i testi recuperati. La prima tecnica veniva definita "collazione" e consisteva nella messa a confronto - parola per parola - di due manoscritti di una stessa opera; la seconda era la "congettura", ovvero l'ipotesi sull'effettiva possibilità della presenza di una correzione; e infine la terza tecnica era il "confronto con la tradizione indiretta", ovvero con eventuali traduzioni esistenti dell'opera, di plagi o di sue citazioni in altre opere.
Contrariamente a quanto si può pensare però, la filologia non è una disciplina utilizzata solo nell'ambito del recupero di testi più o meno antichi; essa infatti trova molteplici applicazioni anche nella modernità, occupandosi ad esempio della redazione di edizioni critiche.

(Foto di Reanud Camus - Flickr - CC)

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