1 dicembre 2011

Il castello: simbologia dello spazio nel romanzo gotico


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Protagonista immancabile dei romanzi gotici dell'alba del XIX secolo è il castello, elemento descritto dai vari novellieri sempre con caratteristiche analoghe che, lungi dall'essere mere coordinate fisico-architettoniche, fungono da vetrina di simbologie e significati nascosti.
Il castello infatti viene sempre raffigurato e presentato come edificio medievale, feudale, dotato di una struttura imponente, sinistra, vertiginosa ed impenetrabile, collocata in una posizione di assoluto isolamento. Dunque, esso, visto dall'esterno, sembra quasi un iperbolico prodotto della terra, un corpo secolare, con radici inestirpabili contraddistinto dalla raccapricciante singolarità rispetto alla natura circostante.

Visto dall'interno, invece, il castello del romanzo gotico è raffigurato come luogo chiuso e claustrofobico, gestito dall'anarchica autorità di un singolo. Questi, in particolare, esercita il proprio potere obbedito da uno stuolo di guardie e servi, sottraendosi a qualunque legge divina o umana. Egli infatti solitamente è il villain di turno, il carnefice, l'assassino, il persecutore della sfortunata eroina romantico-gotica. 
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Ed è attraverso la fuga di questa che le geografie interne del castello emergono con tutto il loro potere evocativo: si tratta di percorsi improbabili, veri e propri dedali minacciosi, fin giù, nei sotterranei, nelle viscere di questo luogo spaventoso.
Tali spazi, tuttavia, non servono solo da ornamento narrativo ma diventano simbolo di immagini della mente. In questa ottica infatti il castello è da considerare un paesaggio mentale in cui si dà forma all'incubo e al delirio, lungo un viaggio alla scoperta di sè che sa tanto di rito di iniziazione. Cifra di questa simbologia sono il disorientamento visivo, la vertigine, l'angoscia, gli spazi ingannevoli, la persecuzione in un continuo gioco di specchi e contrapposizioni.
All'aperto circostante si contrappone, ad esempio, il chiuso del castello; alla luce del giorno, il buio dei sotterranei; all'ordine della natura, il caos e gli spazi onirici dell'edificio.

(Foto di Clairwil Oh - Flickr - CC)

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