1 dicembre 2011

Il mercante: inizia lo scandire del tempo


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Se con la nascita del ceto mercantile il tempo della campagna rimane sempre quello dei cicli della natura, quello del centro urbano invece si adegua alle attività, agli affari e ai guadagni del mercante.
Per una buona riuscita dei propri affari, infatti, egli deve tenere tutto sotto controllo: calcolare il tempo degli spostamenti, della produzione delle merci, dei pagamenti, dei prestiti, tutte voci con un peso specifico non indifferente sull'entità del profitto finale.
Simbolo del tempo del mercante in città, diventa così la campana, poi sostituita dall'orologio meccanico apposto su tutti i campanili, mentre nasce anche il calendario, così come lo intendiamo oggi, segnando l'inzio dell'anno dal primo gennaio. E anche la Chiesa, che predicava che il tempo è un dono divino che non poteva essere venduto e né tanto meno essere fonte di guadagno, finisce con l'adeguarsi al tempo del mercante.
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Come ultima manifestazione di questa evoluzione epocale, si ricorda infine la nascita del tempo della cronaca e della storia, con l'istituzionalizzazione della figura del cronista atto a registrare eventi, date, notizie e di archiviarli in specifici quadri temporali come prova consultabile del cambiamento e del progresso.

(Foto di Davide Dodo Oliva - Flickr - CC)

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