12 dicembre 2011

La mancata diffusione del romanzo in Italia nel Settecento

I primi romanzi avevano visto la luce e conosciuto una discreta diffusione in Italia e in Europa in epoca barocca, durante il Seicento. Ma mentre questa tendenza si sviluppa e si afferma definitivamente come genere letterario principe soprattutto in Inghilterra e, in misura minore, in Francia, in Italia invece, in netta controtendenza si verifica la totale eclissi del romanzo già all'alba del XVIII secolo.

L'età dell'Arcadia infatti appare caratterizzata nel nostro paese da una serie di condizioni sfavorevoli che concorrono di fatto alla scomparsa del genere. Ma scopriamo quali sono.

--> Innanzitutto, il romanzo subisce l'identificazione da parte dei puristi arcadi con il periodo barocco e solo per questa ragione il genere diventa meritevole di messa al bando. Inoltre proprio in quegli anni i contemporanei letterati preferiscono puntare su altri generi come la lirica e il melodramma, o la tragedia, generi comunque aulici, di alto livello e quindi opposti al romanzo notoriamente considerato come "basso", troppo moderno e senza legami con il classicismo tanto amato in quel periodo. 
Infine, alla base del mancato sviluppo in Italia del romanzo, vanno identificate delle ragioni di carattere sociale. La diffusione del genere infatti presuppone un vasto pubblico di lettori ma anche un romanziere messo nelle condizioni di poter vivere di questo mestiere, condizioni entrambe assenti nel nostro paese che non aveva ancora conosciuto a quel tempo l'affermazione su vasta scala della classe borghese a riprova del ritardo economico italiano rispetto a Francia e a Inghilterra.
Ecco dunque perché in Italia è lecito parlare per quegli anni di crisi della novellistica.

(Foto di Luciana.Luciana - Flickr - CC)

3 commenti:

  1. oggi invece si può benissimo vivere di questo mestiere :)

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  2. Il romanzo "basso" proprio mi mancava ;-)

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  3. Be', ebbero modo di ricredersi presto! ;)

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