1 dicembre 2011

L'idea di arte e artista nel Medioevo


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Durante tutto il Duecento alla parola "artista" venne associata l'idea di un professionista dedito alle Arti liberali che per la concezione dell'epoca erano quelle produzioni ottenute senza il ricorso a tecniche manuali. Viceversa, alla parola "Arte", l'uomo contemporaneo era solito collegare le associazioni corporative dei mercanti e degli artigiani., per cui con la definizione Arte della lana, ad esempio, ci si riferiva al gruppo di artigiani e mercanti di quello specifico settore.
Ma l'artigiano, chiamato anche "artifices" poteva benissimo essere anche un pittore, uno scultore, un architetto.
Tutti questi professionisti infatti in quanto per la realizzazione delle loro opere avevo necessariamente bisogno del ricorso alla manualità, venivano considerati di rango inferiore rispetto agli artisti dell'Arte liberale che, invece, sfruttavano semplicemente la parola scritta.
Alla base di questa distinzione risiedeva la convinzione secondo cui gli artigiani con il loro lavoro producevano opere in immagini, visibili, pratiche e fisicamente immediate, dunque perfette per un pubblico non alfabetizzato, per tutte quelle masse incolte capaci di imparare solo attraverso arti visive.
--> L'arte prodotta dagli artisti delle Arte liberali, al contrario, era considerata di rango superiore proprio in virtù del fatto che il suo accesso era riservato solo a destinatari colti e preparati, capaci di imparare e capire attraverso la scrittura.
Bisognerà attendere l'alba del Trecento perché il termine "artista" diventi di uso comune ed uilizzato secondo la attuale accezione del termine: finalmente sono considerati artisti i poeti, gli scrittori, gli architetti, i pittori, gli scultori, i musicisti. Contemporaneamente all'estensione sociale di tale termine, si assisterà anche al crescente valore che verrà attribuito alla categoria degli artisti che acquisiranno sempre maggiore prestigio sociale, secondo un processo che culminerà con la il ricorso alla firma d'autore. Se nel Duecento, infatti, l'Arte aveva un carattere collettivo, era anonima ed era semplicemente un dono offerto a Dio, a partire dal Trecento, questa diventa espressione individuale, fonte di guadagno, prestigio e onori sempre maggiori.

(Foto di Daniele Cardone - Flickr - CC)

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