2 dicembre 2011

L'indice dei libri proibiti: motivazioni e conseguenze

L'alba del Cinquecento saluta l'invenzione della stampa che in breve tempo si afferma come protagonista rivestendo un ruolo di primo piano in special modo nella diffusione della riforma luterana. Si calcola infatti che in Germania il numero di stampe realizzate fosse pari addirittura ad un terzo dell'intera produzione europea.
La Chiesa, consapevole del rischio che la riforma potesse penetrare anche nel cuore dei paesi cattolici comincia dunque a ventilare la possibilità di adottare delle misure preventive in tal senso, anche se la prima vera contromossa viene posta in essere dai singoli stati europei e, in particolare, da Università di chiaro ed indiscusso pregio che intervengono ben presto per impedire la diffusione di testi luterani.
Si deve invece a Paolo IV la pubblicazione del primo vero Indice di Libri proibiti autorizzato direttamente dall'autorità pontificia. Oggetto di censura diventano tutti quei testi sospettati di contenere idee antipapali o amorali da un punto di vista religioso ma l'opera più colpita in assoluto è addirittura la Bibbia con tutte le traduzioni in lingua volgare del Testo Sacro.
Insieme con le Sacre Scritture, vengono messe al bando dall'Indice dei libri proibiti anche il De Monarchia dantesco, le novelle di Boccaccio, le opere di Machiavelli e l'intera produzione di Erasmo da Rotterdam.
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Solo nel 1564, dopo questa ondata di assoluta intolleranza e repressione, viene stabilito un Indice più flessibile, continuamente aggiornato e vigilato dalla Congregazione dell'Indice, corpo nato apposta per sovraintendere le operazione di eventuale censura.
Nonostante però l'atteggiamento meno drastico, mettere al bando un'opera significa comunque la condanna al rogo del testo incriminato, nonché processi, inquisizioni e condanne per autori ed editori. Diretta conseguenza di questa dura repressione è che questo clima divampa in breve tempo in tutti gli stati europei con inevitabili ripercussioni sulle libere attività intellettuali nonché sull'intero mondo dell'editoria costretto a subire un danno incalcolabile in termini economici.

(Foto di Rafa - Flickr - CC)

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