31 dicembre 2011

Orfeo ed Euridice: un tragico destino

Uno dei miti più conosciuti e amati della mitologia è senz'altro quello di Orfeo ed Euridice. Ma ecco chi erano davvero questi personaggi e quali sono i dettagli della vicenda che li vede protagonisti di tante leggende e versioni letterarie.
Orfeo - che qualche fonte vuole figlio della Musa Calliope - era un mitico cantore, originario della Tracia, il cui nome è legato alla poesia, alla musica e, più precisamente, alla lira. Con questo particolare strumento - si narra che gli fosse stato dato in dono addirittura da Apollo che gli era probabilmente padre - Orfeo riusciva ad emettere suoni che ammaliavano e commuovevano, che riuscivano ad ammansire bestie feroci e gli animi più duri. Oltre alla musica e alla poesia, però, questo mitico cantore aveva un altro profondissimo amore: quello per la propria sposa Euridice.
Il loro era un sentimento puro, intenso, pulito che niente e nessuno avrebbe mai potuto dissolvere.
Il destino tuttavia aveva in serbo per loro una brutta sorpresa. Per sfuggire infatti alle insistenti avances di Aristeo, Euridice, durante una fuga disperata, rimane vittima di un morso di serpente che la condanna a morte. Orfeo accoglie la ferale notizia con disperazione assoluta e, inconsolabile, decide di intraprendere un viaggio nel mondo degli Inferi per riportare la amata in vita.
Con la sola compagnia della lira, il cantore si mette in viaggio. La sua musica commuove Caronte, il traghettatore delle anime, che lo accompagna fino all'ingresso del regno dei morti; e commuove anche Cerbero, lo spaventoso mostro canino posto a guardia dell'Ade. Gli ultimi ad arrendersi alla sconvolgente bellezza di quelle note, sono proprio i signori della morte, Ade e Persefone i quali concedono ad Orfeo di riavere Euridice a condizione che, nella strada del ritorno, egli non si volti mai indietro a guardarla. Ma la tentazione è cocente, Orfeo cede, si volta, ed Euridice è persa per sempre.
La versione più accredita, a questo punto, racconta che il cantore tracio si ritira in estrema solitudine, rinunciando alla compagnia umana, concedendosi però solo incontri con uomini. Ma questo atteggiamento infastidisce le Menadi - con cui Orfeo era stato solito prendere parte alle orgie dionisiache - che scagliarono contro di lui la loro furia fino a dilaniarne il corpo. La testa di Orfeo insieme con la lira furono gettate in mare e, trasportati dalle onde, approdarono nelle coste dell'isola di Lesbo che, a partire da quel momento, venne considerata l'isola della poesia lirica. Si narra, infine, che la testa del cantore continuò a pronunciare oracoli per secoli.

(Foto di Ednl - Flickr - CC)
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