7 dicembre 2011

Romanzo gotico: l'influenza del contesto storico

Alla base della nascita a diffusione del genere gotico alla fine del Settecento e nel primo ventennio dell'Ottocento, è possibile ravvisare l'influenza di ben due rivoluzioni.
La prima è di natura prettamente psicologica e registra l'interesse verso tematiche mai affrontate in precedenza come il riconoscimento di un substrato irrazionale nell'uomo, di forze oscure ed ingovernabili che lo strappano continuamente da una rassicurante e ipocrita Arcadia iniziale per spingerlo verso dinamiche incomprensibili e terrorifiche.
La seconda rivoluzione, strettamente legata alla prima, è invece relativa al contesto storico europeo di quegli anni. In particolare, mi riferisco alla Rivoluzione Francese e alla Rivoluzione Industriale.
Tuttavia, le modalità di interferenza tra questi avvenimenti storici e il genere gotico non sono assolutamente dirette e palesi, anzi prevalentemente oblique, rimosse e latenti per cui al generale senso di inquietudine psicologica si aggiungono il terrore e l'angoscia per il contesto ma senza alcun chiaro rimando a questo all'interno dei romanzi. Nelle opere del periodo, infatti, non c'è alcun riferimento esplicito ad esempio alla Rivoluzione Francese che pure appare sotto le mentite spoglie dei rimandi simbolici del romanzo, nel senso di paura, nella predilezione per la dimensione onirica e angosciante degli spazi gotici. 
Per l'uomo contemporaneo, la Rivoluzione Francese infatti rappresenta il crollo di ogni certezza, la furia cieca dell'uomo, il rovesciamento, la frantumazione di un sistema ritenuto incrollabile e solido, tutti elementi questi che si rovesciano nelle opere del genere mascherate da elementi irrazionali, da geografie dell'ignoto e dell'incubo, da forme imprevedibili ed iperboliche.
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La Rivoluzione Industriale invece rappresenta un altro tipo di crollo, quello ancestrale dell'unione tra uomo e natura. Nell'immaginario collettivo, infatti, all'idea di paesaggio si sostituisce quello delle fabbriche, della loro forza distruttrice e demoniaca.
Queste due Rivoluzioni, dunque, non fanno altro che creare nell'uomo moderno paura, sgomento, terrore, destabilizzazione, dubbi, incertezza, disagio profondo ed irriducibile, tutti sentimenti riversati poi generosamente nei romanzi gotici del periodo.

(Foto di Clairewil Oh - Flickr - CC)

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