1 dicembre 2011

Santa Caterina da Siena: ecco la prima scrittrice italiana


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Fino al Cinquecento, le donne venivano tenute ai margini della cultura. Imparare a leggere poteva rivelarsi pericoloso quando non era del tutto inutile, mentre se c'era proprio bisogno di istruzione, ciò era possibile solo al riparo delle mura del chiostro. Ma, in ogni caso, la voce femminile era ammessa e poteva emergere soltanto in ambito strettamente ecclesiastico.
Una di queste voci - anzi la prima di queste voci - fu proprio quella di Caterina Benincasa, meglio nota come Santa Caterina da Siena (1347-1380), per cui se San Francesco dà il via alla letteratura italiana, Santa Caterina invece dà il via alla prima scrittura femminile della storia letteraria italiana.
In realtà però è necessaria una specifica: Santa Caterina, infatti, non scriveva di proprio pugno ma dettava delle parole ad una mano maschile che si occupava di scrivere per lei. Nel caso della santa, questa mano apparteneva a Raimondo da Capua, suo confessore personale nonché suo "controllore" in quanto la santità femminile andava sempre vigilata per via del confine fin troppo labile con la stregoneria o con l'eresia. Comunque siamo di fronte al primo caso di letteratura prodotta e trasmessa da una donna seppur con la mediazione maschile. 
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Ma c'era ancora una limitazione da considerare: alle donne infatti era concesso esprimersi solo per rendere nota una testimonianza, per dare contezza di un'esperienza. Questo è uno dei motivi per cui le prime forme letterarie femminili avevano prettamente carattere autobiografico e trovavano nelle lettere la principale forma d'espressione.
Di Santa Caterina infatti rimane l'Epistolario, raccolta di 381 lettere raccolte ed organizzate in un'opera composita dai suoi seguaci dopo la sua morte. Si tratta di lettere destinate ad ogni ceto, dai papi, ai principi, ai re in cui Caterina si batteva strenuamente per la fine dei conflitti fra paesi cristiani e fra gli stati italiani.
Tuttavia, nonostante Caterina per il suo esempio sia stata straordinaria fonte di ispirazione per pittori e scrittori, la si considerò comunque una illetterata indegna di alcuna attenzione critico-letteraria praticamente fino ai giorni nostri.

(Foto di Polly - Flickr - CC)

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