31 dicembre 2011

Tristano e Isotta: il sempreverde mito medievale

Nonostante la storia di Tristano e Isotta sia di origini celtiche, le prime versioni scritte furono redatte dai normanni in epoca medioevale. A partire dal 1170, sono numerosi i manoscritti che narrano la vicenda, ogni volta riambientata e rimodulata secondo il periodo o l'estro letterario dello scrittore. Tra questi, i nomi e le versioni più celebri sono certamente legati a Chrétien De Troyes (il cui romanzo è però andato perduto), Béroul - autore di una versione ambigua pervenuta priva della parte finale, e Tommaso di Inghilterra, il cui manoscritto - sempre frammentario - spicca per una maggiore caratterizzazione psicologica dei personaggi tanto da aver meritato l'appellativo di "versione cortese".
Troppo ci sarebbe da dire su questo mito sempreverde ma al momento mi limito solo a ricostruirne la vicenda.
La storia
Tristano è un guerriero, molto legato alla propria terra, la Cornovaglia, vessata dal re dell'Irlanda. Per porre fine a questa sorta di schiavitù, Tristano parte alla volta dell'Irlanda e consegue il primo successo uccidendo il fratello del re, il gigante Moroldo.
Ed ecco il primo incontro tra Tristano e la giovane Isotta, la quale, ignara che l'uomo le ha appena ucciso lo zio, provvede a medicargli una ferita.
Tornato in Cornovaglia, Tristano apprende che suo zio, il re Marco, ha deciso di prendere moglie per garantire una successione al trono. Al giovane guerriero allora torna in mente Isotta. Riparte quindi per l'Irlanda per proporla come sposa a suo zio il re. Isotta, durante il viaggio alla volta della Cornovaglia, porta con sè un filtro d'amore che lei e il suo futuro sposo avrebbero dovuto bere la notte delle nozze per innamorarsi l'uno dell'altro. Per errore, però saranno proprio Tristano e Isotta a bere il filtro, che li condannerà ad un amore impossibile e disperato.
La giovane infatti è costretta ugualmente a sposare il re Marco, pur senza concedersi a lui grazie ad un inganno, e per lei e Tristano inizia una lunga parentesi fatta di tradimenti, bugie ed incontri clandestini.
Trascorsi tre anni, però, il potere del filtro comincia a perdere intensità e Tristano abbandona Isotta al re Marco - che intanto aveva scoperto le loro tresche - e parte nuovamente per la Bretagna dove sposa Isotta dalle Bianche Mani, pur senza consumare il matrimonio.
Isotta la Bionda, intanto deve fare i conti con i pettegolezzi di corte che la ritraggono come un'infedele. Viene così organizzata un'ordalia, una sorta di cerimonia durante la quale Isotta sarebbe stata costretta a giurare la propria monogamia stringendo un ferro incandescente: Dio l'avrebbe protetta solo in caso di dichiarazione veritiera. Tristano, allora, si presenta all'evento travestito da lebbroso aiutando Isotta a sistemarsi a cavalcioni sulle sue spalle per attraversare il Guado pericoloso. Isotta a quel punto può giurare di non aver mai avuto tra le gambe nessuno se non il re e quel lebbroso.
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Tristano, dopo qualche tempo, rimane gravemente ferito durante una spedizione e invoca l'aiuto di Isotta la quale sarebbe dovuta partire con una nave dalle vele bianche. Sarebbero state nere solo nel caso in cui la donna si fosse rifiutata di aiutarlo. 
Per vendicarsi del loro amore, Isotta Dalle Bianche Mani, vedendo le vele bianche, riferirà a Tristano di averle viste nere. L'uomo a quel punto decide di lasciarsi morire e stessa sorte toccherà a Isotta, arrivata troppo tardi, per l'insopportabile dolore dovuto alla morte del suo amatissimo Tristano.

In un estremo slancio di amore, forse più di pentimento, Isotta dalla Bianche Mani lascerà che i corpi dei due amanti siano seppelliti insieme in Cornovaglia. Sulle loro tombe, cresceranno il caprifoglio e il nocciolo che formeranno degli intrecci talmente inestricabili da non poter mai più essere separati.

(Foto di Deflam - Flickr - CC)
(Foto di Koppdelaney - Flickr - CC
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