9 dicembre 2011

Zefiro e Iride: gli sposi che generarono Eros

Secondo la tradizione, Zefiro, l'amabile e tiepido Vento dell'Ovest, fratello di Borea che invece era il Vento del Nord, viene da sempre strettamente associato alla stagione primaverile. Le raffigurazioni di questo vento infatti lo ritraggono sempre come un giovane di bell'aspetto intento a spargere fiori nel terreno e per questa idea nell'immaginario collettivo a Zefiro è stata attribuita una prole davvero copiosa.
Si narra ad esempio che questo Vento dell'Ovest diede i natali ad una delle Arpie, Podarge, e ad un nutrito stuolo di venticelli chiamati Zefiri.

Altrettanto numerosi dunque furono gli amori attribuiti al giovane. Alcune fonti ad esempio lo descrivono perdutamente innamorato di Cloride, poi trasformatasi nella dea Flora, altre legano il vento ad una delle Ore, ma l'unione più suggestive è senz'altro quella tra Zefiro e Iride, l'Arcobaleno.
--> Fin dall'antichità si pensava che l'arcobaleno avesse una componente divina, per quella sua particolare funzione da ponte perfetto tra cielo e terra, tra gli dei e gli uomini. Così Iride divenne la dea dell'Arcobaleno, messaggera divina dotata di ali oro, velocità e leggiadria. Amata in particolare dai marinai che le erano profondamente grati per il bel tempo che lei era solita annunciare, questi le attribuirono come sposo benevolo proprio il delicato Vento dell'Ovest, con cui Iride avrebbe concepito addirittura il dio dell'amore, Eros. 
Profondamente legata a Era, la regina degli dei, Iride aveva il compito di occuparsi del letto nuziale che ogni notte la sovrana divinità avrebbe condiviso con Zeus. Inoltre, si narra che Iride fosse una delle poche privilegiate ad avere libero accesso negli Inferi, in cui era solita prelevare un po' d'acqua dallo Stige poi utilizzata per i giuramenti solenni degli dei.

(Foto di Unovar - Flickr - CC)

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