11 gennaio 2012

Afrodite: dea dell'amore tra vizi e virtù



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La versione tramandata da Esiodo narra che la famosa dea dell'Amore, della bellezza e della fecondità, il cui culto, secondo alcune fonti, pare essere nato in Oriente per poi giungere in Grecia attraverso Cipro, ebbe origine dalla schiuma del mare, là dove caddero i genitali di Urano.
Altre fonti, invece, in particolare Omero nel suo "Inno ad Afrodite", immaginano la giovane a bordo di una conchiglia a galla su un mare piatto e sereno e sospinta dalla tenera brezza del vento Zefiro fino a Cipro. Al passaggio della dea, si narra, tutto era destinato a fiorire. Per queste ragioni, la dea, dotata di ogni grazia e bellezza, simboleggia proprio il rifiorire della natura, la fecondità, ma anche il godimento dell'amore fisico e l'attrazione. 
Moglie fedifraga di Efesto, il dio del fuoco, a decine sono gli amori e i relativi figli attribuiti alla dea.
Ella infatti si unì con Ares, Dioniso, Ermes, ma anche con i mortali Adone e Anchise con cui generò Achille. E tutte queste relazioni erano spesso motivo di forti contrasti con Era, la moglie di Zeus e dea della fedeltà. Afrodite però amava troppo il godimento amoroso per rinunciarvi e ancora di più amava usare il proprio potere nell'infiammare d'amore i cuori. Tuttavia, la leggenda vuole che tutti quelli che sperimentarono l'influsso di Afrodite furono condannati ad una esistenza infelice o a tragiche fini: la triste vita di Elena di Troia, i bassi colpi del destino che fu costretta a subire Medea e la tragica morte sul rogo di Didone.
Ma altra nota caratteristica della dea era la sua vena vendicativa, soprattutto nei confronti di chi non gradiva il suo culto. Fu questo il caso delle donne di Lemmo che la dispettosa dea condannò ad un fetore tale che i mariti furono costretti ad abbandonarle; Ippolito, invece, fu costretto a subire pene durissime per aver scelto una vita di castità e dunque senza Amore e, infine, Narciso, che in modo analogo, aveva voltato le spalle al sentimento amoroso e che per questo subì una terribile punizione. 

(Foto di Comunicati - Flickr - CC)
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