7 gennaio 2012

Anima e corpo: ecco che ne pensavano i medievali



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Il mondo visto da un uomo medievale altro non è che uno schema rigido su base binaria e verticale in cui vigono le contrapposizioni cielo e terra, inferno e paradiso, angelo e diavolo, anima e corpo. Quindi, secondo questo ultimo binomio, l'uomo stesso diventa perfetta esemplificazione di uno schema binario, essendo egli stesso teatro della lotta tra salvezza - l'anima - e dannazione - il corpo.
In tale ottica, il corpo dunque, specialmente se femminile, viene a rappresentare l'ostacolo primario al raggiungimento della redenzione e delle salvezza tanto da meritare punizioni, repressioni, controlli.
Per assistere però ai primi ribaltamenti di tale rigida concezione e di questa drammatica visione del corpo, bisognerà attendere innanzitutto la risposta della tradizione popolare e, in particolare, dalla gioiosa grammatica del Carnevale e delle feste di piazza, occasioni votate all'insegna della esaltazione e celebrazione felice del corpo. 
Ma per un definitivo abbandono della concezione demonica della carnalità e del terreno, occorrerà attendere l'alba del XII secolo, epoca in cui si assisterà ad un significativo e definitivo ribaltamento. Il corpo infatti comincia ad essere considerato come espressione dell'anima stessa in termini di stretta analogia. Ad un corpo bello, e alla bellezza in genere, verrà dunque associata l'idea di virtù e salvezza.

(Foto di Jmussuto - Flickr - CC)
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3 commenti:

  1. Malefico corpo femminile ehehehehe :D

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  2. sempre dettagliata e precisa, dovresti iscriverti a yahoo answer... sull'argomento "medioevo" non ti batte nessuno...
    monica c.

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  3. @Laura: si ricrederanno... eccome!
    @Momica: grazie... ma non è merito mio, è che ho fonti interessanti...

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