30 gennaio 2012

Architettura: tendenze e stili della seconda metà dell'Ottocento

Tutte le principali città europee, a partire dalla seconda metà dell'Ottocento, sono interessate da un lento ed inesorabile processo di ristrutturazione urbanistica reso necessario a seguito del massiccio incremento demografico del periodo e dallo sviluppo industriale. Ogni città infatti doveva rispondere ad esigenze di funzionalità, di ordine ma anche di prestigio economico e il modello cui i vari urbanisti del secolo si ispirarono fu Parigi.
Nella capitale francese, infatti, secondo il piano Haussman, si era proceduto ad eliminare dal centro storico quel caratteristico reticolato tortuoso di stradine medievali - che rimasero intatte ed isolate dal resto della città nelle periferie parigine - e alla originale conformazione urbanistica si preferì di fatto un complesso di ampi spazi, strade ordinate ed ortogonali, ariosi boulevards, gallerie, mercati, edifici moderni e il risultato fu talmente strepitoso da muovere ad ammirazione le altre città d'Europa.
La linea stilistica seguita in questa opera di massiccia ristrutturazione prevedeva prevalentemente una commistione di stili, dal rinascimentale al neogotico, dal medievale al barocco, tanto da poter parlare di Eclettismo. Tale scelta nello specifico prevedeva che una stessa opera architettonica fosse il risultato di più stili accostati oppure che si abbinasse ad una determinata tipologia di edificio un solo stile dedicato come, ad esempio, quello orientale alle terme, quello medievale alle chiese, classico alle banche e rinascimentale alle abitazioni.
Ma nonostante la tendenza per questo significativo recupero del passato architettonico riguardasse l'Europa tutta, ci furono comunque delle voci fuori dal coro desidero invece di aprirsi ai nuovi materiali moderni prodotti nelle nascenti industrie con i quali approcciarsi a tecniche architettoniche sperimentali e innovative. E anche in questo caso si guardò alla Francia come modello e, in particolare, alla Tour Eiffel che divenne punto di partenza e fonte di ispirazione per nuove architetture create dal vetro e dal ferro, alte, luminose, slanciate, leggere e all'insegna della funzionalità tecnica.
In Italia ad esempio, dopo la conquistata Unità, si adottò lo stile Eclettico un po' dappertutto ma con significative aperture nei confronti della funzionalità tecnica come nel caso della Galleria Vittorio Emanuele II di Milano (nella foto) che ammette la luminosa copertura in ferro e vetro insieme con l'arco rinascimentale posto allo'ingresso, fusione tanto felice ed apprezzata da essere poi emulate da altre città italiane.

(Foto di Bernt Rostad - Flickr)
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3 commenti:

  1. La bella Galleria... da quanto tempo non la vedo (a parte in foto) :-(

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  2. Io l'ho vista da piccolina, ho vissuto a Rho per 3 anni poi non sono mai più andata... Ho solo un vago ricordo...

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  3. hai vissuto a rho? io abito a arese... è attaccato a rho...
    monica c.

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