3 gennaio 2012

Eos e Titone: la storia d'amore dell'Aurora



La storia di Eos, celebre divinità greca, è legata in qualche modo alla cosmogenesi e alla creazione di tutti gli elementi naturali come il sole, il cielo, le montagne. 
Eos infatti era proprio l'Aurora dalle rosee dita e dalla veste color zafferano, caratterizzata da una portentosa carica di sensualità tanto che i vari racconti a lei connessi, riguardano spesso relazioni amorose con giovani mortali. Si narra che dietro questo ardore erotico si celasse una punizione che Afrodite pensò bene di infliggere ad Eos dopo averla sorpresa in atteggiamenti inequivocabili con Ares e che poi, per estensione, la dea venisse associata in modo più generico al desiderio bruciante che era solita provocare all'annuncio di un nuovo mattino.
Delle relazioni amorose di Aurora si conosce poco. Si sa ad esempio che ella, una volta individuato un papabile amante, lo rapiva sbrigativamente con l'aiuto del cavallo alato Pegaso per poi assoggetterlo ai propri desideri per un po'. Uno di questi fu Titone, mortale discendente da una importanre stirpe troiana. 
Tanto si legò Eos a quest'uomo da chiedere a Zeus in persona che gli fosse concessa l'immortalità. Il Padre dell'Olimpo la accontentò e Titone divenne così un immortale ma nel pacchetto di questo dono non era inclusa anche l'eterna giovinezza. L'uomo dunque cominciò ad aggrinzirsi e ad incanutirsi finché ad Eos non interessò più condividere il letto coniugale con lui. Lo tramutò così in una cicala che, all'annuncio di un nuovo giorno, la salutava con un trillo.
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Eos e Titone, nel loro periodo felice, generarono Emazione, un brigantello che venne ucciso a seguito di una bravata, e Memmone, che anche morì ma gloriosamente durante la guerra di Troia e per mano del figlio di Achille. A questo punto le fonti cominciano a non concordare. Alcune di queste infatti sostengono che a Memmone, per intercessione di Eos, fu concessa l'immortalità. Altre invece vogliono in giovane sconfitto dal confronto con il rivale. Secondo quest'ultima versione, che è anche la più accreditata, Eos non seppe darsi pace per la morte del figlio e ogni mattina - all'annuncio del giorno - non poteva fare a meno di versare copiose lacrime in memoria del figlio perduto, lacrime che il mito vuole sotto forma di rugiada.

--> (Foto di Well_Lucio - Fliclr - CC)
(Foto di Beverly & Pack - Flickr - CC)

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