13 gennaio 2012

Gotico: simbolismo delle sue caratteristiche architettoniche



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Nel corso del XIII secolo, si assiste alla fioritura delle città e delle realtà comunali con un conseguente mutamento dei gusti anche da un punto di vista artistico-architettonico. E' questo infatti il periodo in cui vengono erette le magnificenti cattedrali gotiche, espressione urbana del nuovo ceto cittadino: la borghesia.
Abbandonate infatti le opere e le chiese romaniche tanto in voga nel secolo precedente e perfetta espressione del ceto nobiliare e monastico ma anche di un approccio pessimistico nei confronti dell'esistenza umana, nel XIII secolo l'emergente ceto mercantile comincia a finanziare i progetti per l'edificazione di opere architettoniche in stile gotico, caratterizzate invece da uno spirito di maggiore fiducia e ottimismo nei confronti della vita. 
La tipica chiesa gotica infatti si apre al pubblico con i suoi numerosi portali, pronti ad accogliere in un abbraccio l'intera popolazione desiderosa di raccogliersi in preghiera. Le statue, prima un tutt'uno con la parete, diventano corpi indipendenti, quasi a farsi incontro cordialmente allo stuolo di fedeli. L'edificio viene alleggerito da ampie ed alte vetrate policrome e da grandi rosoni attraverso i quali la luce del giorno ha finalmente tutto l'agio di penetrare all'interno. In fondo, secondo la concezione del periodo, Dio è luce e dunque questo elemento non può non essere protagonista del rinnovato simbolismo estetico. Ancora, nel complesso la struttura si innalza in uno slancio verticale verso il cielo mentre all'interno si eliminano i muri e le pareti vengono quasi del tutto sostituite dalle vetrate. L'abside diventa trasparente e alla cupola cieca si sostituisce la lanterna. Tutto perchè la luce inondi l'intero edificio, in una ideale unione tra il Creatore e i fedeli. 
E nello lo slancio delle guglie delle cattedrali, nella luce che penetra dalle alte vetrate, nel ricorso a tonalità tenui e delicate, nella ricchezza dei disegni c'è da scorgere il nuovo rapporto dell'uomo in relazione alla vita, rapporto all'insegna di una maggiore apertura e fiducia nel presente e nel futuro. Altro chiaro esempio di questo mutato sentire esistenziale, sono anche le raffigurazioni meno astratte e stilizzate della natura, degli animali e della figura umana nelle sculture e nei capitelli, a dimostrazione di un concreto recupero del sostrato realistico e contingente della vita, della sua innegabile materialità.
Ma la riabilitazione della natura e della dignità della componente terrena, si nota anche nelle opere pittoriche del periodo, come negli affreschi di Giotto, non a caso aventi per oggetto la figura di San Francesco.

(Foto di easyrab - Flickr - CC)
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4 commenti:

  1. il particolare nella foto e nôtre dame?
    monica c.

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  2. No, dovrebbe essere la Cattedrale di Reims, se non ricordo male.

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