16 gennaio 2012

Il romanzo romantico americano: Allan Poe e Hawthorne tra avventura e mistero

Laddove in Francia si diffonde il romanzo realista e storico e in Inghilterra prende piede il romanzo confessione e quello sociale, negli Stati Uniti d'America si assiste alla predilezione per un genere più orientato verso una dimensione avventurosa e misteriosa.
I primi passi in tal senso vengono compiuti da James Ferimor Cooper, le cui opere - "I pionieri" (1823) e "L'ultimo dei Moicani" (1826) - appaiono imperniate dal gusto per le storie d'avventura, per lo spirito ottimista nelle risorse dell'uomo impegnato nella sua conquista del selvaggio West (questo è lo spirito da cui prenderanno avvio i celebri film western).
Ma il gusto per l'ignoto, il mistero, i segreti familiari e le forti passioni sarà certamente più evidente con Edgar Allan Poe e Nathaniel Hawthorne (nella foto).
In particolare, Poe, nei suoi romanzi ma ancor più nei suoi racconti, riprende addirittura le tematiche care al filone gotico come il mistero, i fantasmi, gli elementi onirici, le atmosfere cupe e deliranti, gli inseguimenti, le vittime e gli aguzzini. Tra gli scritti più celebri ricordo ad esempio "Lo scarabeo d'oro", "Il crollo della casa Usher" e "Il gatto nero".
Nathaniel Hawhorne, invece, punterà maggiormente sulle forti passioni e sui segreti familiari esattamente come accade nella sua opera più celebre: "La lettera scarlatta" (1850), romanzo che conta anche su una famosa trasposizione cinematografica affidata alla prova recitativa di Demi Moore nei panni della protagonista.
La trama
La vicenda si svolge nel Seicento ed è ambientata negli Stati Uniti, in Massachussetts. Qui, Esther Prynne si trasferisce, precedendo il marito impegnato in una missione, e, in assenza di questi, vive una cocente storia d'amore con un uomo del luogo. L'identità di quest'uomo però verrà mantenuta rigorosamente segreta in special modo quando Esther si accorgerà di aspettare un bambino da lui. A causa di questa figlia illegittima così la donna dovrà fare i conti con l'ipocrita puritanesimo del luogo i cui rappresentanti la condanneranno alla pubblica gogna costringendola a portare in petto una vistosa "A" scarlatta di "adultera" come marchio indelebile del peccato di cui si è macchiata.
La donna non può che accettare l'umiliante punizione pur continuando a mantenere celata l'identità del padre della piccola. Ma al suo rientro, il vero marito di Esther scoverà il rivale che si scoprirà essere l'insospettabile reverendo Dimmesdale, il quale, schiacciato dal rimorso e dal senso di colpa, svelerà pubblicamente i retroscena di quella relazione clamdestina, morendo però subito dopo.


(Foto di Cliff 1066 - Flickr)
-->

4 commenti:

  1. Sai che quasi quasi me lo rileggo? :-)

    RispondiElimina
  2. è quello del film la lettera scarlatta... che tematica incredibile!
    monica

    RispondiElimina
  3. Il romanzo merita ma anche il film non è male... Tra l'altro l'hanno dato da recente... :)

    RispondiElimina