12 gennaio 2012

Il rosso e il nero di Stendhal e il romanzo realista

L'anno 1783 dà i natali a tale Henry Beyle, certamente meglio noto come Stendhal - il suo pseudonimo - scrittore francese di fama mondiale che prese parte attiva nelle numerose spedizioni napoleoniche anche in terra italiana. Ma la sua vocazione primaria, dopo la politica, era la scrittura e noi lo ricordiamo soprattutto per "La certosa di Parma" e per "Il rosso e il nero".
Quest'ultimo romanzo, in particolare, è il primo dei due capolavori e venne consegnato alle stampe nel 1830 inaugurando il filone realista del genere.
Nonostante però quella di Stendhal sia stata una formazione prettamente neoclassica, materialistica ed atea, la componente realistica dei suoi romanzi ha molto più da spartire con il sentire romantico. I personaggi delle opere dello scrittore infatti sono animati da sentimenti veri, descritti in maniera minuziosa eppure vitali, pieni di sentimento, voglia di azione, gloria, sogno e grandi avventure. Si tratta cioè di un Romanticismo presente nella fiducia nei confronti della storia e nella vitalità ed energia dei personaggi. 
Quanto alla scrittura invece si nota una predilezione per lo stile asciutto, semplice, concreto e proteico, spesso ironico e pungente che mai lascia spazio ai vacui sentimentalismi romantici. Con la sua particolare scrittura infatti, Stendhal con "Il rosso e il nero" consegna ai lettori un preciso e dettagliato affresco della Francia dei suoi tempi ma anche un protagonista reale, concreto, psicologicamente credibile con tutte le sue sfaccettature e contraddizioni, le sue ambiguità, le sue scelte di comodo, così verosimile nella corsa ai propri sogni di gloria.
Ma ripercorriamo la trama di "Il rosso e il nero", grandissimo classico della letteratura francese.
La trama
L'opera si articola in due Libri in ognuno dei quali ci si sofferma su due macrovicende legate al protagonista Julien Sorel
Per la storia narrata, Stendhal prende ispirazione da un fatto di cronaca realmente accaduto nel 1827, un tentato omicidio in una chiesa da parte di uomo ai danni della giovane di cui era precettore e che aveva sedotto, fatto conclusosi con la condanna a morte dell'aspirante assassino. 
Il romanzo infatti punta l'attenzione su Julian Sorel, figlio di un carpentiere, che trova un'occupazione in qualità di precettore presso la famiglia del sindaco De Renal, impiego che però Julien perde subito dopo aver sedotto la moglie del sindaco. Trasferito in seminario, Julien non perde tempo a dimostrarsi quale giovane ambizioso e pieno di valore e di ingegno tanto da riuscire ad essere notato dall'abate Pirard. E' l'inizio dell'ascesa sociale di Julien che, dopo un iniziale incarico in qualità di segretario, comincia a rivestire ruoli di sempre maggiore rilevanza. Questo fortunato periodo, porta a Julien anche il matrimonio con Mathilde - figlia di un marchese, che è in attesa di un figlio da Julien - e un titolo nobiliare, necessario per rendere possibili le nozze.
Al culmine dei successi personali, pubblici e lavorativi però una lettera inattesa scompagina gli equilibri appena stabiliti. La sedotta moglie del sindaco, infatti, spinta dal proprio confessore, invia una missiva al suocero marchese di Julien in cui ampio spazio viene dato alle tendenze da consumato seduttore del giovane Sorel. Julien così, colto da un raptus di rabbia, tenta di uccidere la De Renal durante la messa ma viene fortunatamente fermato e imprigionato. Il processo che ne segue condanna Julien alla ghigliottina cui, nonostante le intercessioni di Mathilde, il giovane non riesce a sottrarsi. Tre giorni dopo la sua morte, anche la moglie del sindaco De Renal passerà a miglior vita vinta dal dolore per quella fine tremenda.

(Foto di Wolf Gang - Flickr - CC)
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3 commenti:

  1. bellissimo romanzo
    monica c.

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  2. Da interista non posso che dire... peccato per i colori :D No da, scherzo, bellissimo, un classico che (ti dirò), penso di rileggere ;-)

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  3. Sì, sì, viva i classici... bellissimi!

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