11 gennaio 2012

La concezione della donna in epoca cortese



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Per decenni demonizzata e associata al peccato e alla dannazione, la donna nel periodo dell'Alto Medioevo, complice il trionfo delle dottrine monastiche, dovette portare sulle proprie spalle il fardello del patrimonio ideologico, religioso e culturale dell'epoca.
Ma all'alba del XII secolo qualcosa comincia finalmente a cambiare grazie alla contemporanea diffusione della cavalleria e del culto mariano. In particolare, sono anni in cui viene sancito lo straordinario successo della letteratura popolare in volgare a scapito del controllo culturale che fino a quel momento era stato prerogativa esclusiva del Clero.
Questo brusco e significativo cambio di rotta, naturalmente, porta con sè anche un totale capovolgimento di tutto il sistema di valori vigente soprattutto relativamente all'idea della donna e dell'amore. Comincia a svilupparsi e diffondersi il concetto di dama cortese e di amore cortese, quest'ultimo basato sulla stessa grammatica del vassallaggio feudale. Con l'avvento di questa nuova concezione di amore cortese, l'amore fisico, la passione, il desiderio, prima demonizzati insieme con l'idea di donna, vengono completamente riscattati e, anzi, la donna viene ad essere considerata come un essere superiore con pieni poteri sull'amante. La Chiesa tenta inutilmente di intervenire con la censura, ma ormai la rivoluzione è fatta e il culto del libero amore finalmente sdoganato, anche fuori dai vincoli del matrimonio.
Letteratuta esemplificativa di questa nuova visione saranno le storie di Tristano e Isotta e Lancillotto e Ginevra.

(Foto di Oddsock - Flickr - CC)

1 commento:

  1. brutti tempi per le donne... ma è cambiato qualcosa?
    monica c.

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