3 gennaio 2012

Ottocento: l'exploit del romanzo

Da un punto di vista letterario, l'Ottocento è senza ombra di dubbio il secolo del romanzo. Questo genere letterario infatti finalmente trova terreno fertile per attecchire in Europa, in special modo in Inghilterra, in Francia e in Russia, ma anche negli Stati Uniti d'America che, a partire da questo secolo cominciano a far sentire la loro voce artistica.
Il romanzo dunque in epoca romantica riesce finalmente a trovare giusta diffusione contraddistinguendosi per alcune peculiarità. Si tratta infatti di un genere prettamente sperimentale, risultato di varie commistioni di stili, coraggioso per lo più antiletterario per il fatto di non guardare a nessun modello precostituito e preesistente. In una parola, moderno.
Parte di questa modernità, ad esempio, va rintracciata nel target di riferimento che non è più la solita élites ristretta di aristocratici acculturati ma la borghesia tutta, le ampie e multiformi masse cittadine.
Per tutta una serie di concause e circostanze sfavorevoli, in Italia il romanzo non ha modo di trovare lo spazio che invece si ritaglia ampiamente negli altri stati europei. La scarsa alfabetizzazione, i forti legami con i rigidi dettami della appena trascorsa epoca neoclassicista e le limitazioni del mercato editoriale infatti sono le principali ragioni del ritardo italiano nell'affermazione del genere.
Al contrario, in Europa il romanzo si sviluppa anche in svariati sottogeneri tra i quali il romanzo storico (Scott, Hugo); il romanzo-confessione (Constant, Musset); il racconto e il romanzo fantastico (Poe, Hawthorne, Hoffmann); il romanzo sociale e realistico (Stendhal, Balzac, Dickens); e il romanzo di formazione (Stendhal, Goethe e Dickens).
In Italia si potrà contare solo sull'interesse per il romanzo storico e su un unico grande artista di fama e spessore europei: Alessandro Manzoni.


(Foto di Shutterhacks - Flickr - CC)
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2 commenti:

  1. Finalmente si parla di gente che conosco ehehehhe :D

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  2. Mi sto avvicinando ai giorni nostri... ;))

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