31 gennaio 2012

Pittura del secondo Ottocento: realisti in Francia e Macchiaioli in Italia

Come abbiamo già visto nell'articolo "Architettura: tendenze e stili della seconda metà dell'Ottocento", si tratta di un periodo di grandi ristrutturazioni architettoniche in tutta Europa voluto all'insegna del rinnovamento ma anche per far rispondere le città alle nuove esigenze di ordine e funzionalità. 
Grandi cambiamenti però investono anche l'arte e, in particolare, la pittura.

L'epoca è contrassegnata infatti da eventi di indiscutibile rilevanza storica - come la Rivoluzione del 1848 e il trionfo dell'industrializzazione - eventi che scuotono indiscutibilmente le coscienze degli artisti tanto da spingerli ad effettuare decisi cambi di rotta rispetto alle forme e alle tendenze artistiche precedenti.
L'esigenza più pressante diventa quella di cogliere l'aspetto realistico dell'esistenza e della realtà storica contingente lasciandosi totalmente alle spalle le precedenti preferenze per le rappresentazioni mitologiche e i soggetti storici tanto amati dai romantici. In questa epoca realista dunque è tutto ciò che concerne la vita quotidiana a suscitare l'interesse dei pittori, l'osservazione fedele e veritiera di realtà anche basse e prosaiche, per cui l'attenzione e la magnificenza pittorica precedentemente indirizzati a soggetti della mitologia con il movimento realista la si rivolge ai contadini, alla gente comune, alla classe borghese.
In particolare queste sono le scelte pittoriche di Gustave Colbert, capofila di questo tipo di realismo nato proprio in Francia. Le scene di vita quotidiana ritratte nelle sue opere infatti mancavano di qualunque nobilitazione di sorta, essendo invece mere fedeli riproduzioni di scene semplici di vita di tutti i giorni.
Altro rappresentante del genere fu Honoré Daumier che nei dipinti - sempre sobri e possenti - decide di porre l'attenzione maggiormente sui ceti proletari e sulla gente comune ma senza disdegnare di ritrarre la classe borghese e la classe dirigente con l'intento di smascherarne satiricamente vizi e stravizi.
In Italia invece l'attenzione pittorica per il realismo prende il nome di movimento dei macchiaioli che si anima a Firenze presso il caffè Michelangelo. Come per i francesi, oggetto dei dipinti dei maggiori esponenti macchiaioli - tra cui Giovanni Fattori, Telemaco Signorini, Adriano Cecioni e Silvestro Lega - è la vita quotidiana con scene all'aperto, paesaggi campestri ma anche scene di interni borghesi e militari, rappresentata nel totale abbandono delle tecniche pittoriche ufficiali. Il movimento infatti prende il nome dal particolare tipo di pittura scelta, definita appunto "a macchia" per quella specifica tendenza ad accostare colori tra di loro senza una netta definizione dei contorni.  

(G. Coubert "A young woman reading")
(H. Daumier "Wandering saltimbanques")

(Foto di Cliff1066 - Flickr)
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3 commenti:

  1. Risposte
    1. Grazie!!! troppo buono :D

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    2. molto appropriati i dipinti che hai scelto. complimenti
      monica

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