4 gennaio 2012

Romanzo storico: Ivanhoe di Walter Scott

Quando nel XIX secolo il romanzo storico ha modo di diffondersi, il panorama letterario non è alle prese con un genere del tutto nuovo. Già verso la seconda metà del Settecento, più precisamente nel 1764, in Inghilterra appare infatti "Il castello di Otranto" di Horace Walpole, romanzo di genere gotico che però già sfrutta le ambientazioni storiche. Tuttavia, quello che per il sentire gotico rappresentava un mero sfondo alla vicenda narrata, diventa un elemento di fondamentale importanza in epoca romantica, durante la quale si ritrova il gusto per le epoche passate e si riscopre l'interesse per la storia, in special modo del Medioevo.
Anzi, principale cruccio degli scrittori di romanzi storici è proprio la controversa e difficile convivenza tra elementi storicamente databili e reali ed invenzione perché per quanto fatti, date e personaggi possano essere veritieri e storicamente collocabili e riconoscibili, c'è sempre una porzione di invenzione, fantasia ed immaginazione cui l'artista ha necessità di ricorrere. 
In qualunque misura lo scrittore decida di risolvere tale convivenza, un must imprescindibile è però la verosimiglianza dei fatti narrati che devono essere aderenti al vero e in linea con i costumi, gli usi e i vari aspetti della realtà storica prescelta.
Uno degli autori più rappresentativi del genere che tanta influenza ebbe su Manzoni - è senza dubbio lo scozzese Walter Scott. Nei suoi romanzi è possibile ravvisare ancora l'equilibrio e la misura dell'epoca neoclassicista, così come niente di romantico e passionale è riscontrabile nelle psicologie e nelle azioni dei personaggi, per lo più mossi e animati da input razionali, misurati e prevalentemente borghesi. Tuttavia l'interesse per la ricostruzione storica, per la fotografia delle condizioni sociali dei contrasti politici di un determinato periodo passato sono tutti elementi pienamente in linea con lo spirito romantico. 
"Ivanhoe" in particolare, pubblicato nel 1818, è forse il romanzo storico più noto di Scott, ambientato nel Medioevo feudale, periodo del quale lo scrittore ricostruisce fedelmente le geografie tipiche fatte di castelli, le passioni, i riti, le usanze, gli abiti, tutto riportato in maniera pedissequamente fedele.
Trama
La vicenda è ambientata in Inghilterra, nel XII secolo, e l'azione si svolge nel castello del re Sassone Cedric di Rotherwood, dove presto si terrà il grande torneo di Ashby alla presenza del re Giovanni d'Inghilterra, usurpatore al trono di Riccardo Cuor di Leone, impegnato nelle crociate. Al torneo prenderanno parte anche un cavaliera normanno - tale Brian de Bois-Guilbert - un ebreo di nome Isaac e un pellegrino sconosciuto. Questi, con l'aiuto di un misterioso Cavaliere Nero, riuscirà a vincere tutti i partecipanti al torneo sostenuti dal viscido Giovanni. Si scoprirà che lo sconosciuto pellegrino è in realtà Wilfred di Ivanhoe, figlio di re Cedric che lo ha rinnegato perché innamorato di una sua pupilla - Rowena - strategica per il bene della dinastia - e per aver seguito Riccardo Cuor di Leone - che si scoprirà essere il Cavaliere Nero - nelle Crociate.
Dopo intrighi, travestimenti, imboscate, salvataggi in extremis e aiuti provvidenziali - come l'intervento di Robin Hood - la vicenda si scioglie con lo svelarsi di tutte le identità celate e con le nozze tra Rowena e Ivanhoe.
(Foto di Webchick - Flickr - CC)
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3 commenti:

  1. mi sarebbe piaciuto vedere il torneo di ashby..... monica c.

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  2. conosco il romanzo di Scott per averlo sentito nominare, ma non sapevo dell'esistenza di un romanzo sul castello di Otranto

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