5 gennaio 2012

Spazio urbano: ecco come si sviluppa nel Basso Medioevo



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A partire dall'anno Mille, si assiste al significativo passaggio da un'economia silvo-pastorale, ad un'altra basata invece sull'agricoltura e sull'economia di mercato. Si tratta di una evoluzione che causa delle ripercussioni anche relativamente alla concezione dello spazio esterno.
Grazie ai mercanti, infatti, non solo riprendono i viaggi che nell'Alto Medioevo erano ridotti all'indispensabile, migliorando sensibilmente la conoscenza delle geografie circostanti e ponendo le basi per lo sviluppo della cartografia, ma soprattutto si assiste al fiorire dello spazio urbano.
Lo sviluppo economico, il crescente benessere e la crescita demografica, infatti, spingono i contemporanei a creare degli spazi più ampi, a dilatare i perimetri e creare nuove mura all'interno delle quali edificare. 
Sferrando un durissimo colpo all'immobile e precostituito assetto feudale, dunque, i comuni si dilatano verso le campagne, imponendosi con leggi di proprietà e colonizzazioni a tutto spiano.
Quello che risalta maggiormente da questo mutato quadro è che se nell'Alto Medioevo l'uomo aveva instaurato un rapporto passivo con lo spazio circostante, nel timore di essere inghiottito dall'ignoto e dalle forze della natura, nel Basso Medioevo, invece, l'uomo interviene attivamente sul paesaggio, modificandolo secondo le proprie esigenze.
Spazio rappresentativo dell'uomo di questo periodo storico è la città che diventa fulcro delle attività del mercante. Si tratta di centri urbani divisi in tre poli principali: il centro politico, il centro religioso e il centro commerciale, tutti poli collegati alla piazza, vero e proprio cuore pulsante della città.
Lo spazio cittadino in questo periodo diventa la sede dei valori che si propaga fino alle campagne circostanti, regolate da leggi e rese fiorenti dall'incessante attività dell'uomo. Ancora oltre, invece, la foresta, selvaggia, incolta, disordinata e senza regole.

(Foto di WTL Photos - Flickr - CC)
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1 commento:

  1. allora c'erano le foreste incolte e selvagge... e ora dove ci espandiamo? in alto...
    monica c.

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