21 febbraio 2012

Cuore di tenebra di Joseph Conrad: trama e contesto

Mentre in Francia il secondo Ottocento è caratterizzato da un approccio realistico ed impersonale in letteratura e, in particolar modo, nel romanzo, in Inghilterra siamo in piena età vittoriana e in pieno clima imperialista.
Durante il regno della regina Vittoria - durato dal 1837 al 1901 - infatti, la nazione appare imbattuta nel terreno dello sviluppo coloniale tanto da essere vista dagli altri stati europei come esempio cui ispirarsi. Si trattava però, come è facile immaginare, di una politica espansionistica che non poteva fare a meno di episodi di rara brutalità e di somma violenza ma che vantava sporadicamente anche aspetti umanitari e filantropici.
A questa duplicità di fondo non poterono non rispondere gli scrittori dell'epoca che, se da un lato, preferivano schermarsi dietro una facciata ipocrita e perbenista - come accadde nel caso di William Makepeace Thackeray che, nonostante la vena ironico-satirica dei suoi romanzi, di fatto non era altro che un moralista -, dall'altro, si servivano proprio delle loro opere per smascherare tutte le ambiguità e i falsi miti dell'imperialismo britannico.
Uno dei casi più clamorosi in tal senso è stato quello di Robert Louis Stevenson con "Lo strano caso del Dottor Jekylle e Mr Hyde", esemplificativo caso di sdoppiamento della personalità o, ancor meglio, di ambiguità dell'eroe borghese di fatto incapace di giustificare eticamente una politica coloniale sanguinaria, violenta, barbara.
Un altro scrittore rappresentativo del periodo e di questo sentire fu Joseph Conrad, uomo polacco viaggiatore e letterato il cui lavoro certamente più importante fu "Cuore di tenebra" (titolo originale "Heart of Darkness"), pubblicato nel 1902.
Trama
"Cuore di tenebra" racconta di un viaggio sul fiume Congo, viaggio che perde sin da subito i connotati di mera esplorazione geografica per tramutarsi in avventura simbolica nel cuore dell'inferno. Il racconto è affidato a Marlowe che ha compiuto questo viaggio in Africa e che, dopo averlo vissuto, racconta la propria esperienza ad un gruppo di amici londinesi.
Il motivo del viaggio di Marlowe nelle viscere del continente nero aveva ragioni squisitamente lavorative in quanto egli era stato chiamato per sostituire il capitano fluviale che era da poco deceduto. Giunto alla stazione della compagnia, Marlowe ha subito modo di notare lo sfruttamento brutale e violento riservato agli indigeni da parte dei colonialisti britannici. Ma questo è solo il primo girone dell'inferno. Infatti, più Marlowe si addentrerà nel cuore di tenebra africano e più il viaggio assumerà le connotazioni di incubo soprattutto in seguito all'incontro con Kurtz, uomo bianco divenuto leggenda, temuto e poi eletto capo dei selvaggi. 
Kurtz in realtà, figura avvolta nel mistero - rappresenta proprio l'ambiguità di fondo della politica colonialista, tra logica di brutale conquista e ideologia umanitaria, tra fascino per il potere e la conquista ma anche per tutto quanto sia selvaggio e primitivo.
Romanzo tutto da assaporare per respirare appieno il clima decadentista tutto votato al gusto per l'ignoto e per il mistero in cui una semplice avventura diventa un vero e proprio cammino iniziatico verso una dimensione da incubo.

(Foto di Cdrummbks - Flickr)
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3 commenti:

  1. Ne ho sentito spesso parlare ma credo di non averlo mai letto, sai? :-)

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  2. che ambientazione avvincente....
    monica c.

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  3. @Laura: Io l'ho letto e devo dire che l'ho trovato molto appassionate. Giudizio positivissimo!
    @Monica: hai detto bene, avvincente!

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