25 febbraio 2012

Delitto e castigo di Dostoevskij: trama e contesto

Contemporaneo di Tolstoj fu Fyodor Dosoevskij, nato nel 1821. Autore russo che influenzò enormemente la letteratura del primo Novecento, Dostoevskij cominciò a pubblicare buona parte dei capolavoro a partire dal 1862.
Si tratta di romanzi tutti caratterizzati da una nota comune ovvero la descrizione e l'analisi dell'uomo del "sottosuolo", cioè della parte più profonda e intima dell'io, spaziando nelle più recondite geografie dell'animo umano. In particolare, lo scrittore dà voce alle spinte antagoniste dell'inconscio, a tutte quelle lotte interne che ingabbiano l'uomo e che lo fanno apparire in tutte le sue ambiguità e contraddizioni di fondo.
Inoltre, spesso nei romanzi di Dostoevskij domina l'elemento degrado urbano, la miseria delle abitazioni, la sporcizia, luoghi abitati da tristi figuri reietti attanagliati dalla sofferenza.
Quanto al piano formale, lo scrittore opta per un tipo di scrittura soggettivizzata, grazie alla quale poter dare giusta luce alle contraddizioni in cui è destinato a cadere l'io. Io che non è mai solo quello del protagonista ma che si duplica, accogliendo la naturale molteplicità di punti di vista e visioni del mondo. 
Quanto alle trame, esse sono spesso caratterizzate da tagli investigativi, polizieschi, crimini, intrighi e forti passioni.
Tutti questi elementi della poetica di Dostoevskij sono riscontrabili anche in "Delitto e castigo", romanzo capolavoro pubblicato nel 1866.
Trama
Protagonista della vicenda è Raskolnikov, uno studente che vive in una stanza in affitto a Pietroburgo grazie ai soldi che la sorella Dunja riesce a mandargli.
L'azione prende avvio nel momento in cui Rasolnikov decide di affrancarsi dalla situazione di miseria stagnante in cui è bloccato e di mostrare a tutti di poter godere appieno della propria libertà e di poter essere superiore agli altri uomini.
La mossa che sceglie per dimostrare ciò di cui è convinto è quella di rapinare ed uccidere una vecchia usuraia. Questo accadimento però, se da un lato procurerà al giovane una inconfessabile sensazione di rivalsa e sfida nei confronti della polizia, dall'altro lo impantana dentro trappole di rimorso e pentimento. Anzi il delirio di onnipotenza del protagonista si scontrerà sempre più duramente con la spietata realtà dei fatti che dimostra invece di quanta poca libertà egli possa ancora disporre e di quanto sia lontana la via della redenzione.
In un contorno abitato da tristi figuri, povera gente, reietti e ubriaconi, Raskolnokov fa la conoscenza di Sonja, giovane donna che si prostituisce per miseria. Questa sarà l'unica forma di umanità con cui il giovane avrà a che fare e sarà infine lei ad accompagnarlo lungo il sentiero della redenzione spingendolo a costituirsi.


(Foto di MarkCb Rennan - FlcKr)
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3 commenti:

  1. Le tue recensioni sono sempre bellissime! :-)

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  2. un romanzo studendo, ma di Dostoevskij prefersico "L'idiota"
    monica c.

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  3. @Laura: ma grazieeee ^_^
    @Monica: mi prefiggo sempre di leggerlo e poi non lo faccio mai... vedo se riesco questo mese.

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