20 febbraio 2012

La leggenda di Re Mida e le conseguenze della sua proverbiale irragionevolezza

Quella legata a Re Mida è una della vicende più celebri che il mito ci abbia tramandato eppure non è da escludere che alcuni particolari della storia magari possano essere più o meno note ma non per questo meno interessanti. Per cui, ecco quello che c'è da sapere.
Re Mida, innanzitutto, era sovrano della Frigia, nato dall'unione tra Gordio e Cibele, ed era conosciuto per la particolare indole votata all'irragionevolezza.





Il primo episodio famoso avvenne in seguito al ritrovamento da parte dei Frigi di Sileno, precettore di Dioniso, che venne scovato in stato confusionale - forse per via di una sonora sbronza - e portato da Re Mida. Questi si prese amorevolmente cura di Sileno tanto che Dioniso, riconoscente, si offrì di esaudire un desiderio del sovrano. Come da questi richiesto infatti, Dioniso fece in modo che tutto ciò che il re avesse toccato si sarebbe trasformato in oro
Facile immaginare la contentezza del sovrano che fu colto da un'irriducibile euforia per quel dono straordinario. Euforia che però durò giusto il tempo di rendersi conto che convivere con quel dono era davvero impresa ardua, non foss'altro che anche il cibo toccato da Mida si tramutava nel prezioso metallo.
Per evitare di morire di fame dunque, al re non rimase suo malgrado che chiedere a Dioniso di revocare il dono. Così, secondo le istruzioni ricevute, Re Mida si bagnò nel fiume Pattolo che, a partire da quel momento sarebbe diventato un inesauribile giacimento d'oro.
Ma le curiose ed avverse vicissitudini per Re Mida non erano ancora giunte al termine. In un'altra occasione infatti ebbe modo di essere il testimone della gara musicale che si tenne tra Pan e Apollo. Il sovrano, a esecuzione ultimata, ebbe l'ardire di sostenere che Pan fosse stato superiore al dio Apollo, il quale si inalberò talmente tanto che fece crescere a re Mida delle orecchie d'asino.
Il sovrano, ancora una volta in difficoltà, cercò di nascondere quelle vistose orecchie sotto ad un cappuccio e intimò al proprio barbiere di non rivelare quel segreto ad anima viva. Ma si trattava di una notizia troppo clamorosa per non essere confidata e, vinto dalla necessità di sfogarsi, il barbiere sussurrò quell'indicibile segreto ad un buco nel terreno dal quale crebbe poi un canneto che, bisbigliando al vento, fece sì che quel segreto si diffondesse in ogni dove.


(Foto di Fwooper - Flickr)
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