7 febbraio 2012

Marsia col suo flauto sfida Apollo a suon di note musicali

Quella che si consumò tra Marsia ed Apollo fu una leggendaria sfida a suon di melodie e note musicali che riservò allo sconfitto una pena esemplare. Si tratta di un mito molto celebre che non ha stancato di ispirare letterati, pittori, musicisti, scultori che hanno lasciato ai posteri oltre ad un'incredibile mole di testimonianze artistiche di indiscusso pregio anche tutta una serie di chiavi interpretative differenti.
Ma veniamo alla vicenda.
Protagonista indiscusso della storia è il flauto, delizioso strumento che, non senza pareri discordanti circa la reale paternità, si crede essere stato inventato da Marsia, satiro della Frigia che già, a partire dal V secolo, comincia ad essere raffigurato con un corpicino esile, delle orecchie molto appuntite e una piccola coda.
Le fonti più accreditate sostengono e raccontano che in origine fu Atena ad aver inventato questo strumento salvo poi abbandonarlo dopo aver saputo che suonando il flauto, a lungo andare, le si sarebbe deturpato il viso. Così, Atena abbandonò rabbiosa lo strumento maledendo chiunque l'avesse raccolto e suonato
Conscio dell'anatema della dea, Marsia non esitò comunque a raccattare il flauto abbandonato, decidendo di cimentarsi in uno studio da autodidatta i cui frutti furono a dir poco strabilianti. L'abilità del satiro nel suonare quello strumento divenne ben presto stupefacente tanto da spingerlo a sfidare niente di meno che il dio Apollo che invece primeggiava con la lira. I termini dell'accordo furono stabiliti proprio da quest'ultimo che accettò di buon grado di sottoporsi a questa sfida musicale a patto che il vincitore avesse potuto disporre di totale libertà circa la pena da infliggere allo sconfitto.
La gara ebbe così inizio ma, con enorme disappunto di Marsia, si rivelò drammaticamente impari. Apollo infatti riuscì a cimentarsi con melodie di altissimo livello eseguite anche con la lira alla rovescia, melodie che il flauto del satiro non avrebbe mai potuto neanche abbozzare. La dea Atena così decretò la vittoria di Apollo che, in totale rispetto dei termini dell'accordo, impose a Marsia una pena che nessuno avrebbe potuto immaginare. Il satiro infatti fu legato mani e piedi ad un albero e scorticato orrendamente dalla corteccia.
Quanto alle interpretazioni, c'è chi lesse in questa pena la punizione per la tracotanza ostentata da Marsia, altri invece un ammonimento contro i colpevoli di superbia nei confronti di Dio, per altri ancora questo violento scuoiamento in realtà cela la totale messa a nudo dell'anima. In ogni caso fu proprio questo spumeggiante alternarsi di chiavi di lettura differenti che contribuì a rendere celebre il mito e a scatenare la fantasia creativa dei più disparati artisti con buona pace di noi posteri.

(Foto di Don Tommaso - Flickr)
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3 commenti:

  1. Ummamma che impressione!!! Brrr...

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  2. una storia d'amore con sottofondo musicale... che bello!
    monica c.

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