13 febbraio 2012

Meleagro, l'amore per Atalanta e la profezia

Come spesso accade nei racconti mitologici a noi tramandati, anche la nascita di Meleagro, figlio del re di Caledonia - Ioneo - e di Altea fu accompagnata da una profezia funesta.
L'amorevole madre del pargolo infatti, a pochi giorni dal parto, apprese dalle Moire che la vita di Meleagro sarebbe stata tanto lunga quanto il tizzone posto ad ardere nel focolare. Così, pur di allungare la vita al figlio, Altea non esitò a sottrarre il tizzone al braciere per riporlo con cura in un luogo ben nascosto. Meleagro, grazie alla madre, ebbe così modo di crescere sano e forte ma il destino, purtroppo, era sempre pronto ad attenderlo al varco.

L'occasione più succulenta per il fato venne servita su un piatto d'argento da Ioneo, il padre del giovane, il quale per un tempo piuttosto prolungato trascurò di venerare la dea Artemide fino a farla indispettire. La donna infatti pensò bene di vendicare l'affronto inviando in Caledonia un pericolosissimo cinghiale che devastò l'intera regione.
Quando la situazione era ad un passo dal precipitare del tutto, Meleagro intervenne e decise di chiedere aiuto ai più bravi cacciatori mai conosciuti. All'appello risposero in tanti tra cui Giasone, Peleo, Teseo e persino Atalanta, la bella cacciatrice di cui Meleagro era profondamente innamorato. E fu proprio grazie all'aiuto della combattiva compagna che si riuscì ad abbattere il cinghiale. 
Per ringraziare Atalanta per il servigio reso, Meleagro poi pensò bene di offrirle in dono la pelliccia dell'animale, gesto che però scatenò l'ira funesta degli zii del giovane, i fratelli della propria madre, i quali non esitarono a scagliarsi contro il nipote fino a rimanere entrambi uccisi.
Altea, venuta a conoscenza del tragico destino toccato in sorte ai propri fratelli per mano di Meleagro, non sopportò il dolore per la perdita di Plessippo e Tosseo e così, vinta da un'insopportabile stretta di rabbia, dissotterrò il tizzone e lo ripose nuovamente ad ardere nel focolare. Altea aveva appena firmato la condanna a morte del figlio. Al dissolversi dell'ultima cenere del tizzone, infatti, esattamente come predetto dalle Moire - Meleagrò morì, seguito a ruota da Altea che, distrutta dal dolore, si suicidò.
Questa vicenda conta diverse versioni, alcune delle quali, come quella di Omero dell'Iliade, con alcune significative varianti. Lo scrittore ad esempio non fa menzione ad Atalanta raccontando invece di un litigio collettivo per la spartizione della pelle del cinghiale. Inoltre, quanto alla morte di Meleagro, Omero narra di come essa sia avvenuta per mano di Apollo mentre la madre del giovane, Altea, si era limitata a maledire il figlio per l'uccisione dei propri fratelli.

(Foto di H. Koppdelaney - Flickr)
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3 commenti:

  1. che angoscia per una madre sapere che la vita del figlio è legata a un tizzone ardente....
    Monica C.

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  2. @Laura: In effetti, tra protagonisti, spalle e attori secondari si è creato proprio un cast bello proteico!!! ;)
    @Monica: deve essere assolutamente un'angoscia però questo non le ha impedito di usare la profezia come un'arma contro il figlio!!! :)

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