14 marzo 2012

Piramo e Tisbe: gli innamorati che si ribellano alle famiglie andando incontro ad un tragico destino

La vicenda legata a Piramo e Tisbe è una storia narrata inizialmente da Ovidio che, a sua volta, si era ispirato ad un racconto orientale. Da quando divenne nota poi, la vicenda non stancò di ispirare numerosi autori nel corso dei secoli, tra cui Chrétien De Troyes, Geoffrey Chaucer e William Shakespeare che contribuirono a renderla celebre fino ai nostri giorni.

Ma ecco la storia...


Piramo e Tisbe erano dei giovani ragazzi innamorati, entrambi babilonesi, che pur di vivere appieno il loro amore dovettero andare contro il volere delle loro rispettive famiglie che si opponevano alla loro unione. Ma il sentimento che legava la giovane coppia era talmente forte che andava al di là di qualunque divieto e anzi spingeva loro ad escogitare ogni modo possibile pur di vedersi.

Una delle tecniche che Piramo e Tisbe mettevano in pratica per incontrarsi di nascosto ad esempio consisteva nello sfruttare una crepa nel muro che divideva le loro abitazioni, crepa attraverso cui i due potevano godere l'uno della vista dell'altra. Ma per vivere appieno un incontro in tutta libertà, essi decisero di osare, dandosi un appuntamento notturno in un luogo reso riconoscibile da un albero di gelso, appena fuori la città.

La prima ad arrivare all'appuntamento fu Tisbe che, accortasi di una leonessa insanguinata intenta ad abbeverarsi nella fonte, fuggì via perdendo il velo. La leonessa mosse qualche passo e inavvertitamente macchiò di sangue il velo della fanciulla.

Solo allora giunse finalmente anche Pirano che, notando subito il velo insanguinato, pensò che Tisbe fosse morta e non esitò a togliersi la vita trafiggendosi con la spada. Il sangue versato dal giovane macchiò i fiori di gelso che fino ad allora erano sempre stati bianchi.

L'ultimo atto della tragica storia si concluse con il ritrovamento da parte di Tisbe del corpo senza vita del suo amato Piramo, dolore che la travolse con una violenza tale da spingere la giovane ad uccidersi con la stessa spada.

In alcune rappresentazioni pittoriche della vicenda, capita di trovare l'attribuzione di un senso morale per cui magari i giovani farebbero meglio a non ardere d'amore troppo in fretta mentre i genitori farebbero bene a non ostacolare i sentimenti dei loro figli.
(Foto di Funfront - Flickr)
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