28 marzo 2012

Storia di una capinera di Giovanni Verga: trama e contesto

Il 1871 è la data di pubblicazione del primo romanzo fiorentino di Giovanni Verga: "Storia di una capinera".

L'opera si inscrive in un filone di tipo filantropico secondo cui gli scrittori del periodo utilizzavano la loro arte come strumento di denuncia, come mezzo per dar risalto e voce ad una ingiustizia sociale come poteva essere, nel caso di specie, quella della monacazione coatta.

La presa dei voti infatti era una sorte inflitta alle ragazze meno abbienti dell'ultimo Ottocento, alle orfane, a quelle che non disponevano di dote e non potevano dunque ambire a prendere marito e accasarsi, realtà che Verga ripropone come tema principale del suo romanzo.


Tuttavia, lungi dal proporsi soltanto come mera scrittura di denuncia, "Storia di una capinera" si presenta soprattutto come ricostruzione delicata e attenta di un vissuto, delle intime ragioni e vicissitudini della protagonista, come racconto di un tragico destino.

Trama
Protagonista della vicenda è la giovane educanda Maria, vissuta da sempre in un collegio di monache in seguito alla morte prematura della propria madre.

Giusto poco prima di prendere i voti però una pericolosa epidemia di colera spezza il regolare e prestabilito fluire della piatta e vuota esistenza di Maria. La giovane infatti ha modo di abbandonare il chiostro per qualche tempo e di trascorrere un paio di mesi in casa del madre e della matrigna.

Questo è il primo vero contatto con il mondo esterno e con gli uomini, in particolare. La ragazza così conosce presto Nico e se ne innamora perdutamente anche se l'unione tra i due si preannuncia già come un sogno irrealizzabile. 

A prevalere sul sentimento infatti basteranno le ragioni economiche, la logica della dote e del contratto matrimoniale visto come affare vantaggioso. E contro tutto questo, Maria e il suo amore non possono nulla.

La giovane perciò viene presto ricondotta in convento dove in breve tempo viene costretta a prendere i voti e rinunciare per sempre all'uomo e alla vita che ama. 

Unica via di fuga per Maria dunque sarà la follia finché quel dispiacere incurabile per il mancato coronamento del suo sogno d'amore la renderà debole, la farà ammalare, la ucciderà.
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3 commenti:

  1. Questo lo ricordo vagamente da scuola... dovrei rileggerlo :-)

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  2. Io ricordo molto bene il film... che angoscia, povera piccola!

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  3. ma povera maria, che vitaccia...
    monica c.

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