2 aprile 2012

Espressionismo nel primo Novecento: il movimento "Il ponte"

Nota caratterizzante le avanguardie del primissimo Novecento è la rottura definitiva con tutte le istanze e le convenzioni cui l'arte di era attenuta fino a tutto l'Ottocento.

Se questa infatti aveva trovato nel Naturalismo e nell'Impressionismo i codici espressivi privilegiati per rendere l'idea di bello e di armonioso all'insegna di una notevole aderenza alla realtà, nella prima decade del Novecento si assiste invece al completo capovolgimento di questo consolidato patrimonio, a beneficio invece di tendenze che hanno fatto della ribellione e della libera espressione i loro più significativi baluardi.


Partendo dal presupposto che la riproduzione della realtà è una pura illusione e mettendo in discussione ciò che da sempre era stato associato all'idea di bello e all'idea di equilibrio o di armonia, le nuove correnti pittoriche approdano ad esiti artistici del tutto nuovi in aperto conflitto con la tradizione.

Le cosiddette "avanguardie" così cominciano a proporre un'arte in cui dare asilo al grottesco, al deforme, in cui a prevalere sono molteplici e simultanei punti di vista e in cui non capita raramente di imbattersi in elementi di tipo visionario, onirico in cui si predilige la distruzione della concezione tradizionale di forma - in correnti come Surrealismo, Dadaismo, Espressionismo - oppure dove invece a vigere sono le rigide regole della geometria interpretate dalla soggettività dell'artista - come nel Cubismo e nel Costruttivismo.

Queste nuove e coraggiose avanguardie in Francia prendono il nome di "Fauves" mentre in Germania esse vengono definite "Die Brucke", Il ponte, prevalentemente ispirate dalle lezioni artistico-pittoriche di Van Gogh, Munch ed Ensor.

Linee predominanti di queste correnti diventano i soggetti rappresentati finalmente liberi da ogni gerarchia che ottengono tutte il giusto rilievo nella tela in quella che diventa un'immagine complessiva, un'idea di insieme. Ancora, i soggetti, le forme rappresentate sfuggono alle leggi della verosimiglianza e diventano proiezioni e deformazioni del peso concettuale, emotivo e soggettivo dell'artista che lascia libero sfogo ai dettami della propria angoscia, dei propri incubi, delle propria scatenata soggettività. In questo senso, i colori diventano lo strumento principe per veicolare sentimenti e significati, per porre gli accenti sul messaggio da comunicare, senza più alcun vincolo con il vero.

Come nel dipinto nella foto, intitolato "Persone nude che giocano" e realizzato da Ernst Ludwig Kirchner del movimento "Il Ponte", la natura diventa uno degli scenari privilegiati per rappresentare la propria interiorità, con tocchi veloci, semplificati al massimo e colori accesi, d'impatto in piena ribellione nei confronti delle regole e delle convenzioni prestabilite. Da notare come uomini e natura sembrano proprio sullo stesso piano, realizzati con le stesse rapide pennellate capaci di veicolare un messaggio in modo veloce e d'effetto. 


(Foto di Freiheitsfreund - Flickr)
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3 commenti:

  1. Ma sai che proprio non ricordo d'averlo studiato?

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  2. bellissima analisi....
    monica c.

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  3. @Laura: non è grave... ;) in fondo è un movimento circoscritto alla Germania e i pittori che vi aderirono non è che siano proprio famosissimi!
    @Monica: sempre fin troppo gentile! Grazieeee

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