17 aprile 2012

Il processo di Franz Kafka: trama e contesto


Nella letteratura delle prime decadi del Novecento un posto di rilievo è occupato da Franz Kafka il quale riveste un ruolo di primo piano nella narrativa in lingua tedesca.

Impiegato assicurativo, Kafka dovette fare i conti con un rapporto molto conflittuale con il padre e con delle relazioni altrettanto complicate con due donne, nessuna delle quali alla fine egli poté sposare.
Quella di questo scrittore tedesco è stata una letteratura molto particolare che non ha mancato di dare asilo agli elementi dell’assenza di significato, dell’incubo, dell’alienazione, dell’allucinazione. In particolare, i protagonisti dei romanzi di Kafka sono sempre coinvolti in un processo di espiazione di colpe incomprensibili anche agli stessi soggetti interessati calati in realtà da incubo, assurde e organizzate secondo regole per lo più indecifrabili.
Quando si parla di Kafka infatti la critica ama parlare di “allegorismo vuoto”, ovvero un tipo di allegoria che comunica soltanto la mancanza di significati e di risposte dei quali si avverte assolutamente l’esigenza però puntualmente frustrata.
Esemplificativo in tal senso appare “Il processo” romanzo che Franz Kafka scrisse nel 1914 e in cui emerge con chiarezza una realtà assurda ed allucinatoria che in questo caso serve a dar voce ai conflitti interiori e psicologici vissuti dall’artista, sempre combattuto tra le regole incatenanti del proprio mondo interiore e il bisogno di esternare la propria soggettività in assoluta libertà.
Trama
Rispettabile funzionario di una banca, Josef K. una mattina si vede avvicinare da due incaricati giudiziari che devono emettere una sentenza a suo carico. L’uomo, probo ed onesto, trova incomprensibile l’accaduto e ancora più assurda la realtà che gravita attorno al tribunale che deve giudicarlo.
La realtà borghese e tranquilla in cui Josef K. era riuscito a ritagliarsi una esistenza serena e piacevole smette improvvisamente di apparire sensata mentre l’altra nuova realtà rappresentata dal procedere della sentenza si connota sempre più di aspetti inquietanti e anomali.
Verso la fine del romanzo, il protagonista viene attirato in una specie di trappola ordita ai suoi danni alla fine della quale i due giustizieri, in un clima grottesco e al limite dell’umano, applicano la sentenza costringendo Josef K. a rimanere vittima di una esecuzione sommaria.   

(Foto di Srett - Flickr)
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3 commenti:

  1. la legge, l'ostacolo che sbarra il passo del cammino verso la verità, chevall'uomo non è concesso conoscere....
    che angoscia!
    monica c.

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  2. Al giorno d'oggi lo avrebbe intitolato: La cartella di Equitalia. La trama pare simile... :-(

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