27 agosto 2012

Gita al faro di Virginia Woolf: trama e contesto

Due anni dopo la pubblicazione del precedente romanzo di successo intitolato "Mrs Dalloway", più precisamente nel 1927, Virginia Woolf consegna al suo pubblico di lettori un altro capolavoro in cui il flusso di coscienza, la fitta simbologia e il peculiare uso del tempo la fanno da padrona. Si tratta di "Gita al faro", (titolo originale "To the lighthouse").
Protagonista della vicenda è la famiglia Ramsay, in vacanza nell'isola di Skye e la figura centrale è la signora Ramsay - una donna dolce, affettuosa, comprensiva e molto sensibile alle vicende altrui - la quale promette ad uno dei propri figli una gita in barca alla volta del faro. Questa prima parte del romanzo - dal titolo "La finestra" - però si conclude con l'impossibilità a realizzare la gita a causa del maltempo.

La seconda parte del romanzo - "Il tempo passa" - copre un arco di tempo di 10 anni che però nel racconto vengono idealmente compressi e concentrati in un'unica notte oscura. Lungo questo tempo sono accaduti tantissimi avvenimenti, tra cui la guerra, mentre alcuni degli aspiranti partecipanti alla gita al faro sono morti, tra cui la signora Ramsay stessa e due dei suoi figli.
Infine dieci anni dopo esatti gli accadimenti della prima sezione del racconto, prende avvio la narrazione della terza ed ultima parte del romanzo - "Il faro" - ambientata in un'unica giornata durante la quale ha finalmente luogo la famosa gita al faro, anche se nulla è come allora, tutti i partecipanti sono cambiati e della signora Ramsay rimane soltanto il ricordo dei suoi cari. L'unico a non aver subito gli influssi dell'inesorabile trascorrere del tempo è però il faro, che si erge lì immutato intento a proiettare il suo consueto fascio di luce.
Anche in quest'opera dunque è facile notare la peculiare trattazione del tempo scelta da Virginia Woolf che contrae ed espande gli avvenimenti, alternando il tempo lineare e cronologico del regolare scorrere dei giorni e degli anni ad un tempo che risponde solo alle regole della memoria, del flusso di coscienza, in cui pieno risalto è dato a momenti di particolare peso simbolico, come quando la figura della signora Ramsay emerge dai ricordi e dalle prospettive dei singoli protagonisti.
Questi inoltre sono supportati da immagini particolarmente suggestive e cariche di simbolismo, come l'alternanza di luce ed ombra, il faro stesso, l'acqua - ora calma, ora minacciosa, il mare, il viaggio, tutte figure che simboleggiano la vita col suo andare alternato ed instabile governato dall'inesorabile trascorrere del tempo.
--> (Foto di Miss_Rouge - Flickr)

3 commenti:

  1. Ramsay... come Gordon Ramsay. Ok, la smetto... :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ahhh... divertente imnaginare la signora ramsay della gita al faro sposata con gordon ramsay...
      monica c.

      Elimina
  2. Che vergogna... neanche lo conoscevo 'sto Gordon Ramsay. Vi riferite al cuoco, vero?

    RispondiElimina