29 agosto 2012

Gente di Dublino di James Joyce: trama e contesto

Raccolta di 15 storie pubblicate nel 1914, "Gente di Dublino" (titolo originale "Dubliners") è una delle opere che lo scrittore irlandese James Joyce scrisse durante la sua prima fase creativa ancora piuttosto ancorata al realismo.
Si tratta di storie lineari tutte incentrate sull'analisi della vita nella città di Dublino, con trame che seguono un logico e cronologico sviluppo e nelle quali l'autore fa ricorso ancora ad un linguaggio semplice, ad una sintassi regolare e ad una abbondanza di dettagli e particolari. 

I quindici racconti sono poi raccolti in quattro macrosezioni: i racconti dell'infanzia (Le sorelle, Un incontro, Arabia) in cui predomina il tema dell'evasione - presunta o agognata - verso mete distanti dal grigiore della realtà, mete in cui sia ancora possibile sperare nella realizzazione di una qualsivoglia aspettativa; i racconti dell'adolescenza (Eveline, Pensione di famiglia, etc) in cui l'accento è posto sulla disillusione, sulla impotenza di agire e reagire; i racconti della maturità (Un caso doloroso, Una piccola nuvola) dove a farla da padrona sono ancora una volta la disillusione e la frustrazione di alcuni personaggi tra cui intellettuali; e i racconti della vita pubblica (Il giorno dell'edera, Una madre, La grazia) con un accento particolare sul mondo ecclesiastico e sulle sue ambiguità di fondo. 
A conclusione dell'opera poi è posto il più noto racconto dell'opera, "I morti", incentrato su un giovane, tale Gabriel Conroy, calato in un'atmosfera di intorpidimento generale, di tormento per le scelte compiute, di impossibilità ad agire, di amarezza e sconforto.
L'opera tutta però, lungi dall'essere una semplice raccolta di racconti a sè stanti, diventa specchio di una condizione comune a tutta la società irlandese, ogni storia, ogni personaggio - a seguito di specifici momenti di "epifania" in cui qualcosa di sconvolgente si rivela diventando finalmente palese - sono simbolo di una condizione specifica, di un significato più vasto.
Attraverso fulminee ed improvvise rivelazioni - un gesto, un dettaglio, un pensiero - i protagonisti sperimentano un risveglio e una consapevolezza nuovi che li porta poi a compiere dei complicati processi di elaborazione mentale attraverso cui emerge una condizione di paralisi, di squallore morale e di sconforto comuni alla società irlandese tutta.
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(Foto di Surfstyle - Flickr)

6 commenti:

  1. Ho sempre voluto leggerlo... ma ancora non sono riuscita a farlo. Prima o poi ce la farò :-)

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  2. non posso che inchinarmi di fronte a tale pilastro della letteratura
    monica c.

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  3. non fa schifo fa merda

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  4. Il primo libro che leggo dell'autore. E' facile che non incontri i gusti del lettore, anche io durante la lettura ho maturato opinioni e giudizi contrastanti. Infine, posso ben dire che è uno dei miei libri preferiti. Qui un mio commento all'opera, sperando che possa interessarvi.

    Buone letture :)

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