31 agosto 2012

Ulisse di James Joyce: trama e contesto

Era il 1922 quando a Parigi venne pubblicato "Ulisse" (titolo originale "Ulysses" ) di James Joyce.
Si tratta di un'opera completata solo l'anno precedente e considerata il capolavoro dell scrittore irlandese che, a quest'epoca, era ormai entrato definitivamente nella sua seconda fase creativa, votata ad uno sperimentalismo accentuato e ad un ricordo molto peculiare ed estremo alla tecnica del flusso di coscienza già utilizzato da Virginia Woolf.
Anche il linguaggio utilizzato risente completamente di questo nuovo sentire artistico di Joyce che abbandona il rigore logico e sintattico della fase precedente approdando verso esiti certamente non convenzionali e assolutamente avanguardisti.
"Ulisse" infatti si presenta come un'opera a dir poco complessa e composita articolata in 3 parti principali ognuna delle quali incentrata su un personaggio diverso. I protagonisti, tutti abitanti di Dublino, presentano delle ironiche e rovesciate corrispondenze con quelli del ben noto poema omerico da cui prende spunto il titolo.
Stephen Dedalus infatti corrisponde a Telemaco, il figlio di Ulisse; Leopold Bloom, corrisponde ad Ulisse stesso e sua moglie, Molly, corrisponde invece a Penelope.
Protagonista dell'opera di Joyce è però Loepold, agente pubblicitario di origini ebree che vaga per Dublino esattamente come Ulisse vagava per il Mediterraneo e del quale viene raccontata un'unica giornata e tutto ciò che avviene nella sua mente in quell'unico giorno. Bastano poche ore perchè i pensieri e ricordi di Leopold diventino un tutt'uno tra presente, passato, il suo, quello di un'intera umanità.
Dalla figura dell'eroe greco antico, si passa così all'eroe moderno, prevalentemente un inetto con il suo io frammentato, confuso, debole ed irrisolto.
Ecco la parodia perfetta del mito del mito e dell'eroe incarnati dall'Ulisse omerico.
Ciò che poi rende complessa l'opera non sono soltanto i puntuali rimandi al poema antico, naturalmente rivisitati e rovesciati in chiave parodica, ma soprattutto la tecnica narrativa utilizzata da Joyce che spinge il flusso di coscienza verso esiti assolutamente innovativi ed estremi. La scrittura obbedisce così alle regole sregolate del disordinato fluire dei pensieri dei protagonisti che saltano da un ricordo o un pensiero ad un altro, senza logica, senza rispetto delle regole temporali per cui anche la stessa punteggiatura è costretta a piegarsi ai capricci del libero accavallarsi e susseguirsi dei pensieri.
Altri motivi di complessità dell'opera sono dati dal ricorso a stili e registri diversi, a citazioni e a rimandi simbolici arditi che contribuiscono a rendere "Ulisse" di Joyce una delle opere più coraggiose ed innovative della prima metà del Novecento.
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(Foto di Cdrummbks - Flickr)

1 commento:

  1. e il tutto si svolge in una sola giornata, il 16 giugno del 1904...
    monica .

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