26 ottobre 2012

Il podere di Federigo Tozzi: trama e contesto

Protagonista di un altro famoso romanzo di Federigo Tozzi, consegnato alle stampe nel 1921, è Remigio Selmi, figlio del proprietario de "Il podere" da cui prende il titolo l'opera.
Remigio però, invece di dedicarsi alla proprietà di famiglia per la quale non sente alcun attaccamento né inclinazione e per via del rapporto conflittuale da sempre avuto con il padre, accetta un lavoro come impiegato presso le Ferrovie.
Ma l'iniziale direzione che sembra aver preso la sua vita cambia bruscamente in seguito alla morte del genitore che gli lascia in eredità quel podere mai voluto.

Divenuto proprietario, oltre ad una innegabile incapacità di gestione, Remigio rivela anche una totale inadeguatezza nel coordinare le risorse e le attività che danno vita al podere, attirando verso di sé un vespaio di critiche, commenti di disapprovazione per la sua sconsiderata gestione e feroci antipatie.
Remigio inoltre è incapace di comunicare con gli operai e i braccianti, è incapace di farsi rispettare, di concludere qualcosa di buono, di rendersi protagonista di una iniziativa vincente. E la situazione è aggravata dal fatto che per Remigio il podere è associato alla figura paterna e al rapporto conflittuale da sempre avuto con il genitore.
Come ovvia conseguenza, il podere va in rovina, tra debiti e raccolto distrutto, e Remigio finisce ucciso da Berto, un contadino al culmine dell'odio e della rabbia.

Nonostante il romanzo sia ambientato in campagna, Tozzi non lascia spazio per alcuna dolcezza né consolazione e i personaggi si muovono in un'atmosfera cruda, violenta, oscura.
Remigio è un altro inetto e in quanto tale fallisce miseramente nel suo ruolo in qualità di proprietario - proprietario inetto è una palese contraddizione. La colpa del protagonista è quella di aver ereditato un bene non voluto e non meritato, di non aver saputo difendere la proprietà e il futuro di chi ci aveva sempre lavorato.
Ben presto la sensazione diventa quella di essere in trappola, senza via d'uscita e l'unico finale possibile diventa uno scenario verso il fallimento e la tragedia.

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1 commento:

  1. caspita, ma questo autore è un amante dei fallimenti...
    monica c.

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