5 novembre 2012

La mutata concezione del tempo nelle arti del Novecento: velocità e simultaneità

Già a partire dai primi anni del Novecento, la tradizionale concezione del tempo viene sconvolta dall'avvento dell'automobile, delle biciclette, dalla comparsa dei primi aerei, dei celeri mezzi di trasporto cittadini.
La velocità si impone come nuova cifra della concezione del tempo che continua a comprimersi sempre più fino a diventare simultaneità mentre le distanze continuano ad accorciarsi anche grazie alla comparsa e all'utilizzo sempre più massiccio del telefono.
Questa mutata concezione della realtà non manca di colpire la sensibilità degli artisti e per primi saranno i futuristi a tradurre in arte l'anima veloce della civiltà delle macchine in cui i corpi sono in costante movimento, in cui si muovono e si confondono in uno spazio del tutto nuovo e dove le forme finiscono per dissolversi in un continuum indistinto.
Si pensi a al pittore Giacomo Balla (suo il dipinto in foto) che se inizialmente comincia a dipingere oggetti in movimento, in un secondo momento giunge alla completa astrazione delle forme e delle immagini come prescelta rappresentazione della velocità.
Si stanno naturalmente gettando le basi per l'astrattismo e il cubismo ma non solo la pittura risentirà di questa mutata concezione del tempo.
In musica, ad esempio, si affermeranno ritmi sincopati, spezzati, irregolari, come nel jazz mentre in letteratura si passerà da una rappresentazione lineare e verosimile del tempo e della trama ad un tempo regolato dall'io che risponde alle leggi della propria interiorità - come il flusso di coscienza - in cui passato, presente e futuro vengono rievocati anche simultaneamente dall'io e dai capricci assolutamente soggettivi della memoria.
Grande influenza in tal senso avranno le teorie di Freud che introdurrà il concetto di inconscio, di spazio della psiche in cui il tempo procede all'insegna della simultaneità, della contraddittorietà, della non linearità temporale.

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(Foto di Clarity - Flickr)

2 commenti:

  1. la crisi delle scienze positive ha sconvolto tutti i punti fermi precedenti...
    monica c.

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  2. Si sentiva la mancanza di questi tuoi post :-)

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