8 novembre 2012

L'esclusa di Luigi Pirandello: trama e contesto

Il 1901 è la data che segna l'uscita del primo romanzo scritto da Luigi Pirandello ed intitolato "L'esclusa".
Scritto nel 1983, inizialmente l'opera aveva per titolo il nome della protagonista, Marta Ajala, la quale non compare affatto, se non indirettamente, nei primi due capitoli.
Pirandello infatti inizialmente punta alla presentazione della famiglia Pentagora, inserita in un quadro cupo e affatto gradevole, mentre a farla da padrona è la presunta colpevolezza di Marta accusata ingiustamente di essersi macchiata di adulterio.
Era stato il marito a sorprenderla a leggere una missiva ricevuta da parte di uno spasimante, tale Gregorio Alvignani, desumendo da ciò che il tradimento fosse stato effettivamente consumato. Da questo episodio e da questa convinzione prende dunque avvio la triste vicenda di Marta che comincia ad essere ripudiata e tenuta a distanza tanto dalla gente del paese quanto soprattutto dai familiari più stretti. 
Nonostante la sua innocenza, Marta è stata infatti condannata da tutti a prescindere e per questo isolata, sbeffeggiata, esclusa, trattata da reietta.
Rifiutata anche dal proprio stesso padre che per la vergogna e il dispiacere si era chiuso in uno stato di isolamento rabbioso, la donna decide di dare una svolta alla propria vita solo dopo la morte del genitore. E' così che accetta protezione proprio di quello spasimante della missiva incriminata, il quale le offre una solida sistemazione a Palermo e un lavoro come insegnante.
Marta finisce anche con l'accettare la corte dell'uomo pur non ricambiandone affatto i sentimenti e dopo qualche tempo scopre di aspettare un figlio da lui. 
Proprio a questo punto, il marito di Marta decide di credere nella sua innocenza proponendole di ritornare a vivere con lui, ignaro della gravidanza della ex moglie.
Marta è combattuta, medita il suicidio, infine decide di confessare il suo stato al marito che, alla fine, opta per un ricongiungimento familiare accettando anche di fare da padre ad un figlio non suo.
Questo romanzo appare come un chiaro esempio di contrasto tra apparenza e realtà, tra ciò che veramente è Marta e ciò che la gente crede di sapere su di lei. Questa opposizione naturalmente finisce con l'avere un peso nella vita affettiva della donna la cui femminilità viene mortificata così come ne esce a pazzi la possibilità di costruire dei rapporti sentimentali felici e sereni.
Marta è una delle prime donne del Novecento ad essere rappresentata in crisi, dilaniata, esclusa, sola.

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1 commento:

  1. un'altra storia di dolori femminili...
    monica c.

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