15 maggio 2013

Cariti, le divinità minori della grazia e della bellezza

Eccole qui, le 3 Cariti, raffigurate insieme nel dipinto "La primavera" di Botticelli come creature fatate.
Esse in realtà erano considerate delle divinità minori, legate alla grazie, alla bellezza e soprattutto all'attrazione amorosa. Erano ancelle di Afrodite, la dea dell'amore e, nella versione di Esiodo, esse erano state generate da Zeus e da una delle figlie di Oceano, Eurinome.
Sempre da Esiodo apprendiamo che le Cariti, termine che dal latino vuol dire appunto "grazia", erano 3 anche se originariamente non sembrava fossero legate ad un numero preciso. Ed è in gruppo di 3 che vennero poi sempre raffigurate e rappresentate anche nelle opere figurative nel corso dei secoli. I loro nomi, secondo il poeta greco, erano Talia (la fioritura), Aglaia (la splendente) ed Eufrosine (la gioia) ed erano note per la loro capacità di infondere amore, bellezza e gioia agli esseri umani.
Vennero rappresentate spesso dagli artisti sia in bassorilievi, sia in opere pittoriche e scultoree, in genere in piedi una dietro l'altra oppure con una di loro sempre di spalle.
Nelle opere liriche antiche, le Cariti inoltre venivano spesso celebrate proprio in virtù degli effetti benefici che avevano sugli uomini, mentre nel corso del periodo Umanistico, il loro mito cominciò ad essere esplorato in relazione al concetto della contrapposizione tra amore celeste e amore terreno.

(Foto di Sprachcahhe Dusseldorlf , Flickr)

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