21 maggio 2013

Caronda, altro esempio di severa osservanza delle leggi

In un post di qualche tempo fa avevo parlato di Zaleuco, legislatore greco ricordato per essere stato messo a dura prova da una sua stessa ordinanza per cui fu spinto a pagare la terribile pena che egli stesso aveva stabilito in caso di contravvenzione alla norma.
Il caso di Caronda, ricordato soprattutto da Diodoro Siculo e da Valerio Massimo, per certi versi è molto simile a quello di Zaleuco proprio in virtù della prova estremamente difficile che gli toccò superare.

Caronda fu un legislatore nato e vissuto a Catania intorno alla seconda metà del VI secolo a. C.. ma la sua fama in qualità di legislatore superò ben presto i confini della città etnea tanto che il suo corpus di leggi venne adottato anche in altre realtà urbane della Sicilia greca.
In particolare, l'aneddoto per cui Caronda è divenuto noto si riferisce alla parte conclusiva della sua vita. Egli infatti aveva emanato una legge secondo cui era assolutamente proibito presentarsi alle elezioni con delle armi. Ma, nonostante fosse stato egli stesso a firmare ed emanare tale regolamento, capitò che proprio lui in occasione di alcune elezioni si presentò armato.
Nessuno potè fare a meno di notare quanto la legge fosse stata violata e Caronda, colto in flagranza di reato, decise di autoinfliggersi la pena più severa, gettandosi sulla propria spada.
Come Zaleuco, dunque, Caronda viene ricordato a pieno titolo come esempio di perfetta osservanza delle leggi.

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(Foto di Turinboy - Flickr)

1 commento:

  1. sempre interessanti i tuoi post
    monica c.

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