5 settembre 2013

Circe, storia della mitologica maga

Probabilmente situata di fronte alle coste italiane, nella parte occidentale, l'isola di Eea, collegata in seguito col monte Circe a Gaeta, era la terra della maga Circe.
La nota protagonista di molte storie mitologiche era figlia di Elio, il dio del sole, e di Perse, una oceanina, nonchè zia della maga Medea.
Tra tutte le storie tramandate, quella più conosciuta e legata a Circe però è sicuramente quella legata al mito di Ulisse. Sia Omero che Ovidio infatti narrano di come, durante il proprio viaggio, Ulisse e il suo equipaggio fecero tappa su Eea. Ad accoglierli ovviamente trovarono proprio Circe che, dopo averli ricevuti con gioia ed ospitalità, offrì loro da bere una pozione incantata e, toccandoli con la propria bacchetta magica, li tramutò in porci.


Ulisse in quella occasione non era presente ma, venuto a conoscenza della triste sorte toccata al suo equipaggio, decise di affrontare la maga non senza prima essersi munito di un'erba magica fornitagli da Ermes a sua protezione.
La magia di Circe infatti su Ulisse non ebbe alcun potere e, mantenuto il suo aspetto umano, l'eroe potè così intimare alla maga di non usare mai più i suoi poteri contro di lui e di revocare l'incantesimo lanciato ai danni dei membri del suo equipaggio. 
Ottenute queste promesse in seguito si compì la predizione di Ermes ovvero l'innamoramento di Circe nei confronti di Ulisse. I due infatti consumarono anche una notte di amore che portò alla nascita di Telegono, protagonista indiscusso nella storia della fondazione di Roma.
Ulisse e i suoi uomini rimasero nell'isola di Circe ancora per un anno alla fine del quale sentirono l'esigenza di rimettersi in viaggio e ritornare nella loro amata Itaca. 
La storia d'amore tra Circe ed Ulisse giunse così al termine. La maga diede al prode le istruzioni necessarie per raggiungere il regno dei Morti e interrogare Tiresia in merito alle proprie sorti. Poi lo salutò per sempre.
Circe, nella tradizione artistico-letteraria dei secoli a venire, venne poi spesso associata all'idea di tentazione, prima come semplice ostacolo da superare per Ulisse e in seguito come vero e proprio simbolo di seduzione e fascino carnale. Tra le ultime interpretazioni di questa figura mitologica invece si intensifica la componente negativa e Circe comincia ad essere identificata come simbolo negativo e distruttivo, come creatura vampiresca addirittura o come pericolosa seduttrice in senso lato.

(Foto di Penn Provenance Project - FLickr)

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