30 novembre 2014

Curzio: l'eroe leggendario che sacrificò la sua vita per Roma

La vicenda di Marco Curzio, del quale si conosce solo la data della morte avvenuta intorno al 362 a. C., è legata ad un evento straordinario occorso a Roma, durante il periodo repubblicano.
Una enorme voragine, infatti, si formò all'improvviso nel foro romano. Superato l'iniziale e naturale sbigottimento, si tentò più e più volte di riempire quel buco enorme con della terra ma, incredibilmente, la voragine restava lì mentre i tentativi andavano tutti a vuoto.

Per risolvere quell'arcano imprevisto dunque vennero interrogati gli indovini che si pronunciarono ammonendo che la voragine sarebbe scomparsa solo quando i romani avrebbero sacrificato e offerto il loro bene più prezioso. 
A questo punto della storia fa la sua comparsa Curzio, un guerriero che non ebbe dubbi circa l'interpretazione di quella risposta sibillina. Per il giovane, la più preziosa virtù romana era infatti il coraggio dimostrato in battaglia. Senza esitazione alcuna quindi, Marco Curzio indossò la propria armatura e, in groppa al suo cavallo, fece un salto nel vuoto, lasciando che la voragine lo inghiottisse richiudendosi subito alle sue spalle.
La tradizione racconta che lì dove era comparsa quella misteriosa voragine, oggi si trova il lago Curzio.
L'episodio intanto si tramandò nella storia e Curzio fu uno dei pochi eroi del periodo repubblicano il cui nome e le cui gesta gli fecero meritare un posto di tutto rispetto nell'arte romana. 




(Foto di Iain Simpson - Flickr)

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