6 dicembre 2014

The words: trama e recensione del film con Bradley Cooper

Distribuito nelle sale cinematografiche nel settembre del 2012, "The Words" è un film che porta alla regia la firma di due nomi, quello di Brian Klugman e di Lee Sternthal.
Ad interpretare il ruolo del protagonista è stato scelto l'amato Bradley Cooper, volto sempre più noto e apprezzato dal pubblico soprattutto grazie al film "Una notte da leoni" e seguenti. Accanto a lui, il cast conta sulla prova recitativa di Jeremy Irons, Dennis Quaid, Olivia Wilde e Zoe Saldana. Consigliato ad un pubblico maggiore di 13 anni, "The words", della durata di 97 minuti, è di genere drammatico.

The words: trama
Tutta la trama gira attorno al tema della narrazione, del racconto, all'urgenza della comunicazione, in modo tanto diretto quanto indiretto.
Ad aprire le danze di questa maratona narrativa ci pensa il primo protagonista, Clay Hammond, scrittore di mezza età, chiamato alla presentazione del suo nuovo romanzo - intitolato per l'appunto The words - e alla lettura di alcune pagine dello stesso. L'opera in questione racconta a sua volta di uno scrittore - Rory Jansen, interpretato da Bradley Cooper - intento a presentare la propria opera prima. 
Improvvisamente sprofondati in un piano narrativo incastonato nel principale, scopriamo che il percorso di Rory non è diverso da quello di molti altri scrittori emergenti: una storia in testa che chiede di essere raccontata, la voglia di veder riconosciuto il proprio ruolo da romanziere, le porte in faccia da parte delle case editrici, la frustrazione e la paura di dover ammettere il fallimento. L'amore sfrenato per Dora sembra comunque alleviare la delusione. Arriva il matrimonio, una casa. La vita va avanti e poi una ventiquattrore trovata per caso cambia per sempre il corso della vita di Rory. Al suo interno infatti è custodito un manoscritto ingiallito, sicuramente di molti anni prima, non firmato. Ancora un racconto. Si tratta di un romanzo eccezionale, le cui parole sono lame per l'orgoglio di Rory che da sempre aveva sognato di possedere un tale talento. La tentazione di provare l'ebbrezza di scrivere quella storia, di sentirsi attraversato da quelle ispirate vibrazioni lo spinge a copiare quel testo sul proprio pc. E da lì a decidere di spacciare il romanzo per proprio il passo è breve.
Per Rory comincia a diventare tutto in discesa, arrivano i sì dalle case editrici, i riconoscimenti letterari, le recensioni entusiaste e soprattutto la stima della moglie. Su Rory però, come avvisa la voce narrante di Clay Hammond, incombe una figura, un vecchio, come viene definito, che rivendicherà la paternità dell'opera e che sarà protagonista dell'ennesimo racconto del film.

The words: recensione
Una storia dentro una storia dentro un'altra storia ancora, dunque. In "The words" la trama procede per piani narrativi che si fondono e di confondono, che si incastonano l'uno dentro l'altro, che si riflettono come in tanti specchi e in cui diventa difficile districarsi tra finzione e realtà. La storia di Clay è una autobiografia? Rory è lo stesso Clay? E i loro destini coincidono? Non esiste a mio parere una risposta certa.
Le loro storie narrate ad ogni modo si svelano ad un ritmo lento e cadenzato ma mai noioso. Il film procede, gradevole, lasciandosi seguire con interesse fino alla fine. E, a proposito della fine, non è di quelle che io prediligo, non amo i finali irrisolti e che lasciano spazio alla libera interpretazione, quelli che ti fanno sperare che il nero improvviso sullo schermo non sia quello che anticipa i titoli di coda ma che sia concessa una chiusa più generosa e chiarificatrice, appagante. Se "The words" per me non viene promosso a pieni voti è anche per questo, per quel fastidioso e quindi? finale che mi sorge spontaneo. Per il resto mi è sembrato un film godibile, scorrevole, con amabili commenti musicali, buone battute e buona prova attoriale.

The words: trailer

Consigliato: sì
Voto: 5/6

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